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Ex Ilva, nuovo decreto del governo: impianti accesi a Taranto in attesa della Cassazione

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo decreto legge dedicato all’ex Ilva, varando un pacchetto di misure che spazia dal salvataggio operativo a breve termine fino a una complessa strategia di riconversione economica

Ex Ilva, nuovo decreto del governo: impianti accesi a Taranto in attesa della Cassazione

Un intervento normativo organico per scongiurare lo spegnimento degli impianti di Taranto, tutelare l’occupazione e ridisegnare il futuro industriale dell’area ionica. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo decreto legge dedicato all’ex Ilva, varando un pacchetto di misure che spazia dal salvataggio operativo a breve termine fino a una complessa strategia di riconversione economica.

Il primo tassello del provvedimento dispone il mantenimento in riscaldo dell’area a caldo fino alla pronuncia della Corte di Cassazione, garantendo la funzionalità delle batterie di coke 7, 8, 9 e 12 e dei cowper a servizio degli altoforni 1, 2 e 4. Contestualmente, viene autorizzata l’erogazione dell’ultima tranche da 40,5 milioni di euro del prestito ponte destinato ad Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, in attuazione del via libera comunitario concesso dalla Commissione europea lo scorso febbraio.

Accanto alla continuità produttiva, il decreto delinea il piano di reindustrializzazione per circa 100 ettari di aree interne allo stabilimento e per gli spazi del demanio marittimo e militare limitrofi. Spetterà al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) raccogliere e vagliare le manifestazioni di interesse per investimenti superiori a 10 milioni di euro, predisponendo un apposito Piano da sottoporre a Palazzo Chigi per la dichiarazione di interesse strategico e la nomina di un commissario straordinario. La struttura commissariale raccorderà i progetti con il Contratto Istituzionale di Sviluppo (Cis) per assicurare le adeguate infrastrutture, mentre i commissari di Ilva in As potranno cedere o affidare in gestione separata le aree interessate. Per tali interventi è prevista inoltre una «corsia preferenziale» nei contratti di sviluppo, anche in deroga all’ordine cronologico di esame, con l’obbligo per le aziende beneficiarie che incrementano l’organico di assumere prioritariamente personale ex Ilva e dell’indotto.

Sul piano occupazionale e fiscale spicca l’esonero contributivo totale (100%) riconosciuto a favore dei datori di lavoro che, dal 1° novembre 2026 al 31 dicembre 2027, assumeranno a tempo indeterminato lavoratori dipendenti di Acciaierie d’Italia e Ilva in As.

A completare il quadro strategico figurano infine la nascita del distretto industriale “Brindisi-Taranto” — orientato all’accelerazione delle tecnologie a zero emissioni nette e dotato di procedure autorizzative semplificate per l’insediamento di nuove attività a basso impatto ambientale — e lo stanziamento di un milione di euro all’anno a sostegno del Tecnopolo di Taranto per potenziare ricerca applicata, innovazione e trasferimento tecnologico attraverso l’inserimento di ricercatori e tecnici specializzati.