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Anche in Puglia aumentano le saracinesche abbassate: meno negozi ma più superficie di vendita

Meno negozi, ma superficie più grande. Dalla bottega allo store, il passo è breve, anche se nei punti vendita della Puglia si registra una controtendenza rispetto al resto delle Regioni, almeno rispetto all’aumento della superficie media dei negozi. In Puglia, infatti, dal 2011 al 2025, si registra un calo del 2,2 per centro della superficie…
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Meno negozi, ma superficie più grande. Dalla bottega allo store, il passo è breve, anche se nei punti vendita della Puglia si registra una controtendenza rispetto al resto delle Regioni, almeno rispetto all’aumento della superficie media dei negozi.

In Puglia, infatti, dal 2011 al 2025, si registra un calo del 2,2 per centro della superficie del retail, seguita da Basilicata (un calo dell’1,3%) e Valle D’Aosta (una diminuzione dell’1,2%), a conferma che in alcuni territori si stanno riducendo anche i servizi.

Secondo un recente studio di Confesercenti, ogni giorno, in Puglia chiudono 14 piccoli negozi con un saldo negativo – tanto da parlare di desertificazione del retail – impressionante: per ogni due serrande che si abbassano, solo una si alza.

Il resoconto

Il saldo tra attività aperte e chiuse in Puglia arriva a -1.216, occupando così l’ottavo posto tra le regioni italiane, dove svetta la Campania con il risultato peggiore tra tutte: meno 2.707 negozi, seguita, a stretta distanza, da Lazio (meno 2.215) e Sicilia (2.142 serrande abbassate), mentre perdite rilevanti si registrano in Lombardia (meno 2.123), Piemonte (un calo di 1.683) e Toscana (meno 1.479). Tra chiusure e mancate aperture, il numero di negozi di vicinato al servizio della comunità è calato, rispetto al 2012, del 14,3 per cento circa. Nelle province autonome di Trento e Bolzano, ormai, ci sono solo 6,9 imprese del commercio ogni mille abitanti, mentre resiste al Sud in Campania (19,7 imprese ogni mille abitanti), Calabria (18,7) e Sicilia e Puglia (entrambe con 15,1).

La tendenza

Dunque, meno punti vendita, ma di dimensioni maggiori. Un dato che unisce tutta la Penisola che assiste alla trasformazione del retail e alla scomparsa del negozio di vicinato: tra il 2011 e il 2025 sono scomparsi oltre 103mila negozi, ma la superficie commerciale complessiva è aumentata del 7,4 per cento, grazie all’allargamento della dimensione media dei punti vendita, passata da quasi 117 a 144,5 metri quadrati, un balzo del 23,8 per cento. Un processo di ristrutturazione trainato dalla convergenza verso il formato medio: diminuiscono botteghe e micro-negozi e, allo stesso tempo, si ridimensionano le maxi-superfici del retail. Insomma, le botteghe arretrano, ma si tratta di una trasformazione dolorosa, soprattutto per l’imprenditoria indipendente.

Infatti, la riduzione dei punti vendita è trainata dalla contrazione delle superfici di minori dimensioni: i negozi micro fino a 50 metri quadri diminuiscono di oltre 72mila unità, quelli tra 51 e 150 metri quadri si riducono di oltre 42.700 esercizi. Crescono, invece, i formati medium: i negozi tra 151 e 250 metri quadri aumentano (oltre mille punti vendita e trecentomila metri quadri in più) e tengono quelli tra 251 e 400 metri quadri tengono la posizione (con un calo «limitato» a 246 esercizi). Resistono dunque le imprese più strutturate, capaci di stare sul mercato con digitale, multicanalità e specializzazione. Avanzano i formati medi. Anche le superfici sopra i 400 mq crescono in modo netto, passando da 29.407 a 40.319, con un aumento complessivo di 12,39 milioni di metri quadri.

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