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Assalti ai bancomat, in Puglia oltre 10 episodi al mese: proposta l’istituzione di un Osservatorio

Del fenomeno si è discusso nel corso dell’audizione congiunta in prima e terza commissione regionale con rappresentanti di banche e poste

Assalti ai bancomat, in Puglia oltre 10 episodi al mese: proposta l’istituzione di un Osservatorio

Da gennaio a giugno del 2026, in Puglia, si sono registrati oltre dieci assalti ai bancomat al mese. Nel dettaglio si tratta di 62 episodi in sei mesi ai danni degli sportelli automatici di banche e poste.

Il dato è emerso nel corso dell’audizione congiunta di prima e terza commissione del Consiglio regionale che si è svolta oggi e a cui hanno partecipato anche i rappresentanti di Abi, delle Banche di Credito cooperativo e di Poste italiane.

Nel corso degli interventi sono state analizzate anche quelle che sono le ripercussioni negative per cittadini e imprese legate a questo fenomeno: oltre i danni ingenti provocati dalle esplosioni ci sono i disagi determinati dall’interruzione dei servizi soprattutto per anziani e le fasce più deboli.

Il capogruppo del Partito democratico, Stefano Minerva, ha annunciato una proposta di legge per la costituzione di un osservatorio sul fenomeno degli attacchi agli Atm. Organismo, è stato evidenziato durante la seduta, che permetterebbe, in collaborazione con le forze dell’ordine, le prefetture e le rappresentanze bancarie, di verificare tempi e modi di ripristino degli sportelli colpiti; censire i comuni privi di sportelli e valutare misure compensative temporanee.

Secondo il consigliere e segretario regionale del Pd, Domenico De Santis, intervenuto in commissione, è importante «collaborare e tenere alta la guardia, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, per contrastare questa attività criminale e garantire insieme i servizi essenziali, la sicurezza dei lavoratori».

Il gruppo di Fratelli d’Italia considera «l’istituzione di un osservatorio su questo fenomeno poco utile visto che sarebbe sufficiente richiedere numeri e dati agli organi preposti per avere un quadro chiaro della situazione. Oggi ci si sarebbe aspettati, invece, investimenti per progetti di sicurezza e la promozione di politiche regionali di prevenzione».