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Scuola, superate le 500mila firme per l’educazione affettiva: a fine mese il deposito in Cassazione

La raccolta, condotta a ritmi serrati, ha impiegato poco più di quattro settimane per centrare l’obiettivo minimo

Scuola, superate le 500mila firme per l’educazione affettiva: a fine mese il deposito in Cassazione

Il quorum costituzionale delle 500mila firme è stato raggiunto e superato. La mobilitazione referendaria “Sì educazione affettiva nelle scuole”, nata per abrogare le recenti restrizioni normative introdotte sui percorsi di educazione sessuo-affettiva negli istituti scolastici italiani, taglia il traguardo decisivo grazie alla combinazione tra sottoscrizioni digitali e banchetti fisici allestiti su tutto il territorio nazionale. Entro la fine di settembre i plichi e i certificati elettorali saranno formalmente depositati presso l’Ufficio centrale per il referendum della Suprema Corte di Cassazione.

La raccolta, condotta a ritmi serrati, ha impiegato poco più di quattro settimane per centrare l’obiettivo minimo. Un’accelerazione dal basso rivendicata con orgoglio dai portavoce e promotori del comitato, Fabrizio Marrazzo e Marina Zela: «È un risultato straordinario conseguito grazie all’impegno instancabile dei volontari in ogni regione, ma anche al supporto corale di associazioni civiche, organizzazioni sindacali, docenti, studenti, esponenti della cultura, dello spettacolo, content creator e centinaia di migliaia di cittadini».

I promotori, tuttavia, escludono di fermare la campagna prima della scadenza: «Cinquecentomila firme rappresentano il requisito formale di legge, ma ogni sottoscrizione raccolta da qui in avanti accrescerà il peso politico e sociale della nostra richiesta. Per questo invitiamo tutti a proseguire nella mobilitazione: ogni voce in più consolida la nostra istanza».

Il quesito si candida intanto ad accendere il confronto parlamentare ed elettorale. Il comitato promotore ha fatto sapere di aver già avviato interlocuzioni informali con il Partito Democratico e con il Movimento 5 Stelle, sollecitando entrambe le forze d’opposizione – unitamente alle altre formazioni politiche – a esprimere una formale adesione pubblica alla causa: «L’insegnamento dell’educazione sessuo-affettiva – concludono Marrazzo e Zela – deve diventare un punto cardine, imprescindibile e non più negoziabile, nei programmi delle prossime tornate elettorali».