«Questo è solo il primo passo di un percorso che durerà cinque anni». Antonio Decaro presenta così la sua prima giunta regionale, scegliendo simbolicamente l’aula del Consiglio per il debutto ufficiale dell’esecutivo. Un gesto politico preciso, che il neo presidente rivendica fin dall’inizio.
Presidente, perché partire proprio dal Consiglio regionale?
«Per dimostrare che esiste una squadra. Non solo una giunta, ma un gruppo unito di assessori e consiglieri regionali che affronterà insieme questo cammino. La politica è comunità, non solitudine».
Decaro rivendica una scelta fondata sulle competenze e sulle storie personali.
«Ognuno degli assessori porta con sé una storia professionale, politica, istituzionale, spesso legata al proprio territorio. Ma ho chiesto a tutti due cose semplici e fondamentali: lavorare ogni giorno dell’anno e lavorare per tutta la Puglia, da Santa Maria di Leuca al Gargano. Non esistono campanilismi né collegi elettorali».
Presidente, lei insiste su un concetto che è stato anche uno dei cardini della campagna elettorale.
«Ci prenderemo cura di tutta la Puglia e delle sue fragilità: sociali, umane, territoriali. Lo faremo con una sanità che rimetta al centro le persone, con un trasporto pubblico che funzioni davvero, con un mare accessibile a tutti. E soprattutto vogliamo garantire ai giovani la libertà di scegliere: andare via non deve essere un obbligo, ma una possibilità».
Difficile non parlare di Michele Emiliano ed il secondo strappo, l’esclusione dalla giunta dopo il veto alla candidatura.
«Non c’è stato alcun patto tradito. Emiliano ha un patrimonio di esperienza giuridica, politica e istituzionale unico in Puglia e raro nel Paese. Quel bagaglio è messo al servizio della comunità, non mio. Abbiamo discusso, a volte anche duramente, ma quando si tratta del bene comune abbiamo sempre messo da parte le liti».
Riconosce quindi grandi meriti al suo predecessore.
«Se non ci fosse stato Michele Emiliano, io oggi non sarei presidente della Regione. È stato un visionario: sulla decarbonizzazione, sull’alleanza con il Movimento 5 Stelle. Oggi quelle intuizioni sono patrimonio nazionale ed europeo».
Nella sua giunta è assente però la provincia di Brindisi.
«Ho tenuto conto delle sensibilità politiche, delle inclinazioni personali e delle esperienze. Lo sviluppo economico è stato unito a lavoro e formazione perché viviamo crisi industriali drammatiche, da Taranto a Brindisi. Per la prima volta abbiamo tenuto insieme cultura e scuola. È una visione. Quanto alla rappresentanza territoriale non esistono assessori di territorio: esistono assessori dei pugliesi. Dal capoluogo al comune più piccolo saremo al servizio della comunità. Mi dispiace per i Popolari, ma ci seguiranno nel nostro cammino, saranno coinvolti. Così come ci sono altri ruoli in consiglio regionale per tener conto del territorio di Brindisi (la presidenza del consiglio assegnata a Toni Matarrelli)».
Infine un augurio
Auguri alla Puglia. E auguri a questa comunità che, ancora una volta, ha scelto di mettere l’interesse collettivo davanti a tutto».









