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L’allargamento dell’Ue per Valentina Palmisano rischia di essere una «Mazzata per il Sud»

L’allargamento dell’Unione Europea potrebe rivelarsi una mazzata per il Sud per il taglio importante delle risorse provenienti da Bruxelles

L’allargamento dell’Ue per Valentina Palmisano rischia di essere una «Mazzata per il Sud»

Valentina Palmisano, europarlamentare del M5S lancia l’allarme: l’allargamento dell’Unione Europea a Ucraina, Moldavia, Montenegro e Albania, il Super Tuesday come è stati ribattezzato, potrebe rivelarsi una mazzata per il Sud per il taglio importante delle risorse provenienti da Bruxelles.

Prima di tutto spieghiamo ai lettori cosa sono i fondi di coesione e i Pac cui lei si riferisce.

«Sono quella straordinaria opportunità che l’Ue mette a disposizione dei territori, in particolare quelli più sottosviluppati, per recuperare il gap con le Regioni più ricche. I fondi di coesione servono per supportare gli investimenti in ambito ambientale, per costruire asili nido, ristrutturare ospedali fatiscenti, finanziare i corsi di formazione per i disoccupati o migliorare il trasporto pubblico. Quelli della Pac invece sostengono gli agricoltori e le loro aziende agricole, garantiscono prezzi calmierati e produzioni di qualità che tutto il mondo ci invidia. Senza fondi europei il Sud Italia si fermerebbe».

Con l’allargamento Ue quanto perderebbe la Puglia?

«Il collega Danilo Della Valle ha commissionato uno studio realizzato da un autorevole centro di ricerche. Con un’ipotesi di Ue a 35 Paesi (ndr, oggi sono 27) la Regione Puglia perderebbe l’11,94% dei fondi europei assegnati nella programmazione attuale, quella 2021-2027. Con un’ipotesi di Ue a 36, quindi includendo anche l’Ucraina, il 31,66%. In termini assoluti questo significa un maxi-taglio di 2,4 miliardi sui totali 7,6 che secondo le vecchie regole ci spettano».

Quali potrebbero essere i settori maggiormente penalizzati?

«Innanzitutto, premetto che, come M5S, siamo favorevoli all’adesione all’Ue di tutti i Paesi che lo desiderano. Tuttavia le conseguenze potrebbero essere disastrose per il Sud Italia, con l’agricoltura che verrebbe definanziata, assieme a tutti i settori produttivi locali».

Cosa pensate di fare?

«Serve prudenza. La Commissione Europea deve fare una seria analisi costi-benefici perché gli interessi geopolitici non possono essere pagati dai cittadini. Alla luce di questo studio noi pensiamo che servano delle robuste compensazioni per le Regioni del Sud Italia che verrebbero penalizzate da questo allargamento. Il governo italiano, anziché far finta di niente, si intesti questa battaglia in sede di Consiglio dove stanno negoziando il prossimo bilancio pluriennale».

La Regione non ha brillato in questi anni per capacità di spesa.

«La Puglia può migliorare se passa da una logica di gestione burocratica a una logica di esecuzione strategica, privilegiando i progetti che abbiano ricadute positive sul territorio e i cittadini. La soluzione non è tagliare, ma investire massicciamente nella formazione del personale e creare un sistema di supporto territoriale continuo, affiancando i Comuni più piccoli, spesso sprovvisti, con competenze tecniche adeguate».