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Consorzi di bonifica in Puglia, salta lo stop ai tributi: «Continueremo a pagare per un servizio non reso»

Si chiude con un nulla di fatto la seduta monotematica dedicata al consorzio unico di bonifica Centro Sud Puglia. Alla fine né maggioranza e né opposzione sono riuscite ad approvare una mozione per sospendere il pagamento delle cartelle esattoriali da parte dei consorziati pur in presenza di due testi proposti da centrodestra e Cinque Stelle.…

Si chiude con un nulla di fatto la seduta monotematica dedicata al consorzio unico di bonifica Centro Sud Puglia. Alla fine né maggioranza e né opposzione sono riuscite ad approvare una mozione per sospendere il pagamento delle cartelle esattoriali da parte dei consorziati pur in presenza di due testi proposti da centrodestra e Cinque Stelle.

L’assessore Donato Pentassuglia, dal canto suo, ha difeso l’attuazione della riforma che ha cancellato i quattro ex “carrozzoni” della bonifica per creare un ente unico che per la prima volta è riuscito a produrre un avanzo di cinque milioni di euro. Quanto alle assunzioni, a breve saranno sbloccate in parallelo al risanamento finanziario con un recupero decennale del buco pregresso da 360 milioni di euro e del deficit sinora accertato da 167 milioni.

Il confronto

Pentassuglia ha chiesto tempo sulla questione dei tributi da sospendere in attesa di un’interlocuzione con il Governo centrale visto l’incontro in programma a Roma oggi sugli aiuti per la Xylella. Fermo restando, ha spiegato l’assessore, che non è nella potestà regionale sospendere un tributo imposto da legge dello Stato, ipotesi che tra l’altro creerebbe un buco di bilancio.

I debiti

Durante il dibattito la discussione s’è accesa su quello che il centrodestra ha definito «disastro gestionale» del consorzio unico Centro Sud Puglia. Sotto accusa i debiti fuori controllo, le spese eccessive per incarichi di consulenza e la carenza di personale. Punto su cui Pentassuglia ha nuovamente dato rassicurazioni: entro fine marzo le nuove assunzioni dal concorso espletato e poi congelato.

La protesta

Prima dell’inizio della seduta, il presidio dei consorziati in rivolta, che si rifiutano di pagare per opere di bonifica e di manutenzione dei canali che non sono mai state eseguite.

Ieri è rimasta ai box la mozione condivisa da tutto il centrodestra per impegnare il governo regionale a sospendere il tributo di bonifica 630. Anche dal M5S è giunta un’analoga mozione, e i due testi sono stati accorpati.

Parla Pagliaro

Per il consigliere regionale Paolo Pagliaro la sospensione del tributo sarebbe un atto di giustizia: «Comprendiamo la rabbia di agricoltori e utenti costretti a pagare per un servizio non reso, visto che le manutenzioni di bacini e canali non vengono eseguite da anni.

Sulla questione della carenza di personale (meno di un centinaio i dipendenti a tempo indeterminato per il consorzio più esteso d’Italia, e circa 150 operai stagionali che aspettano da decenni certezze occupazionali) – dice – abbiamo incassato due impegni dall’assessore Pentassuglia: la revoca della delibera che ha congelato i concorsi pubblici espletati e assunzioni dei vincitori entro il 31 marzo prossimo; impiego degli stagionali già da aprile, per mettere mano alle opere di bonifica più urgenti

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