L’avvocato pugliese Michele Cianci è stato assolto con la formula più ampia, «perché il fatto non sussiste», dal Tribunale di Brescia al termine del processo di primo grado che lo vedeva imputato con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.
L’inchiesta, che nel settembre del 2022 aveva portato persino all’arresto del professionista (posto ai domiciliari), era stata avviata nel 2019 dalla Procura lombarda e aveva scoperchiato i traffici illeciti del “Berlusconi Market”, una nota piattaforma di e-commerce attiva sul dark web, utilizzata per la compravendita di droga e altre merci illegali.
Secondo il teorema accusatorio originario, Cianci – che figurava come difensore di due degli indagati principali – non si sarebbe limitato al mandato professionale. I magistrati bresciani ritenevano che il legale curasse i rapporti con gli exchangers di criptovaluta, garantendo inoltre i sistemi di sicurezza e di accesso alla piattaforma occulta. Un’impalcatura accusatoria che, al vaglio del dibattimento, è crollata del tutto, dimostrando la totale innocenza dell’avvocato.
Subito dopo la lettura del dispositivo, Cianci ha affidato il suo sollievo a una dichiarazione: «Il Tribunale di Brescia ha accertato la mia assoluta estraneità dalle ingiuste accuse mossemi. L’assoluzione piena, con la formula più ampia, dimostra ciò che ho sempre sostenuto sin dal 2021».
Un pensiero particolare è andato a chi lo ha sostenuto nel momento più buio: «Ringrazio la mia famiglia per essermi stata da supporto nonché i miei difensori, gli avvocati Claudio Cioce e Gianbattista Scalvi, che mi hanno supportato anche psicologicamente e che hanno seguito attentamente questa incresciosa vicenda che ha infangato la mia toga».









