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Puglia, “manzetta” da 20mila euro a Lerario in cambio di appalti: chiesti 9 anni per l’imprenditore Mottola

Nove anni di reclusione. È la condanna chiesta dalla Procura di Bari nei confronti dell'imprenditore Donato Mottola, accusato di aver pagato una tangente da 20mila euro all'ex direttore della Protezione civile pugliese, Mario Lerario, in cambio di appalti durante la pandemia Covid. Mottola fu arrestato nel dicembre 2021 insieme a Lerario e all'imprenditore foggiano Luca…
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Nove anni di reclusione. È la condanna chiesta dalla Procura di Bari nei confronti dell’imprenditore Donato Mottola, accusato di aver pagato una tangente da 20mila euro all’ex direttore della Protezione civile pugliese, Mario Lerario, in cambio di appalti durante la pandemia Covid.

Mottola fu arrestato nel dicembre 2021 insieme a Lerario e all’imprenditore foggiano Luca Leccese, accusato a sua volta di aver pagato una tangente da 10mila euro. Questi ultimi sono stati processati con rito abbreviato (Lerario ha già scontato la condanna definitiva a quattro anni e quattro mesi), mentre Mottola ha scelto l’ordinario.

La richiesta di condanna da parte del procuratore di Bari, Roberto Rossi, è stata formulata nell’udienza di ieri.

L’imprenditore è accusato di aver consegnato il denaro a Lerario in cambio dell’affidamento di alcuni lavori alla sua società, la Dmeco. La presunta tangente sarebbe stata consegnata all’interno di un cesto natalizio con un pezzo di manzo pregiato: nel corso delle indagini gli inquirenti intercettarono una telefonata tra Mottola e la moglie in cui si faceva riferimento a «la manzetta» (il taglio di carne) e «la mazzetta». Mottola ha negato di aver pagato tangenti.

Nel corso della stessa udienza gli avvocati dell’imprenditore, Vito Belviso ed Elisa Marabelli, ne hanno chiesto l’assoluzione. Il processo è stato rinviato al 2 luglio per le repliche.

L’ex dirigente regionale Lerario è coinvolto in altri due processi per corruzione. In uno, in Appello, ha concordato con la Procura generale una condanna a un anno e due mesi di reclusione (in continuazione con la prima condanna) dopo essere stato condannato a cinque anni e quattro mesi in abbreviato. Nell’altro è invece a dibattimento, insieme ad altri sei imputati, per le presunte irregolarità nella realizzazione dell’ospedale Covid nella Fiera del Levante di Bari.

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