SEZIONI
SEZIONI
Bari
Sfoglia il giornale di oggiAbbonati

Compagnie aeree a secco, rischiano i voli estivi: l’Ue avverte sui risarcimenti delle tratte annullate

L’unico paese europeo che rischia di restare a corto di cherosene a causa del blocco dello stretto di Hormuz «è il Regno Unito». Lo sostiene l’amministratore delegato di Ryanair Michael O’ Leary ricordando che Londra «prende il combustibile dal Kuwait». «In questo momento - spiega - le compagnie petrolifere dicono che non ci saranno rischi…
l'edicola

L’unico paese europeo che rischia di restare a corto di cherosene a causa del blocco dello stretto di Hormuz «è il Regno Unito». Lo sostiene l’amministratore delegato di Ryanair Michael O’ Leary ricordando che Londra «prende il combustibile dal Kuwait». «In questo momento – spiega – le compagnie petrolifere dicono che non ci saranno rischi di approvvigionamento durante maggio, ma non siamo sicuri per quanto riguarda giugno».

Diverso invece è il discorso per il prezzo del carburante, che Ryanair ha bloccato a 67 dollari al barile per i prossimi 11 mesi. Una situazione che non fa rivedere al gruppo irlandese le proprie stime anche per mancanza di visibilità sul futuro più immediato. Sul fronte degli approvvigionamenti il manager è molto chiaro. «Finché questa guerra in Medio Oriente si protrae e Trump continua a gestirla malamente – argomenta – sicuramente i prezzi non vincolati dei carburanti rimarranno più alti».

A rischiare meno però sono gli altri paesi europei «sicuramente a maggio – indica – e probabilmente a giugno, perché si riforniscono di carburante dalla Norvegia, dall’Africa Occidentale, dagli Stati Uniti e dalla Russia, anche se non si può dire».

Quanto ai prezzi, Ryanair ha saputo proteggersi adeguatamente, dato che «l’80% del nostro carburante – spiega O’ Leary – ha il prezzo bloccato fino al marzo del 2027 a 67 dollari al barile». Il rimanente 20% nel mese di marzo, era stato prezzato a febbraio a 74 dollari al barile, mentre in aprile è stato prezzato a marzo a 150 dollari al barile proprio a seguito dei bombardamenti sull’Iran da parte degli Usa e di Israele.

O’ Leary valuta che il 20% non vincolato di maggio «sarà vicino ai 150 dollari al barile», con un balzo del 100% in soli due mesi. Un balzo che al gruppo è costato solo in aprile «50 milioni di dollari in più». Secondo O’ Leary se il prezzo del carburante dovesse continuare a 150 dollari al barile per 12 mesi, il conto da pagare sarebbe di «circa 600 milioni di dollari».

Di fronte a questa situazione il manager non rivede le stime del gruppo perché non sa come fare. La borsa a suo dire un segnale lo ha già dato visto che «il prezzo delle nostre azioni da quando Trump ha iniziato a bombardare l’Iran è sceso da 32 a 25 euro e questo significa che il mercato si aspetta che i nostri profitti possano scendere maledettamente».

«Tuttavia – sottolinea – non si può fare nessuna previsione a questo punto dell’anno, perché non abbiamo visibilità sui prezzi del carburante a giugno, per non parlare dell’inverno».

«Se la guerra in Medio Oriente dovesse continuare nel medio termine e se lo stretto di Hormuz rimanesse bloccato – argomenta – riteniamo che ci sia un rischio per il 10 o il 20% delle nostre forniture di carburante, ma nessuno di noi lo sa con certezza. Se anche la guerra dovesse finire domani – conclude – ci vorrebbero comunque 3 o 4 mesi perché tutto ritorni alla normalità, con i prezzi dei carburanti che potrebbero scendere sotto i 100 dollari al barile entro settembre».

Risarcimenti sulle tratte annullate

Il solo aumento dei prezzi non basta a giustificare il mancato risarcimento da parte delle compagnie aeree per la cancellazione dei voli. Per Bruxelles è «la carenza di carburante» la sola «circostanza straordinaria» che può esonerare le compagnie dall’obbligo di compensazione per una tratta annullata. E, per l’Ue, ancora non siamo a quel punto anche se resta alta l’attenzione sulle conseguenze potenzialmente «catastrofiche di un blocco prolungato dello stretto di Hormuz».

Con un pacchetto di linee guida in arrivo a maggio, Bruxelles chiarirà a compagnie aeree e capitali i diritti dei passeggeri e gli obblighi di servizio pubblico in caso di eventuali carenze di carburante dovute alla crisi in Iran.

CORRELATI

Attualità, Italia","include_children":"true"}],"signature":"c4abad1ced9830efc16d8fa3827ba39e","user_id":1,"time":1730895210,"useQueryEditor":true,"post_type":"post","post__in":[494755,495253,494969],"paged":1}" data-page="1" data-max-pages="1" data-start="1" data-end="3">

Lascia un commento

Bentornato,
accedi al tuo account

Registrati

Tutte le news di Puglia e Basilicata a portata di click!