Una “strana” morte, avvenuta nel 2023 nel palazzo in cui viveva Annibale “Dino” Carta, il personal trainer ucciso a colpi di pistola sotto casa in via Caracciolo a Foggia, è tornata al centro dell’attenzione degli inquirenti che indagano sull’omicidio avvenuto cinque giorni fa nel capoluogo dauno.
I carabinieri continuano a passare al setaccio la vita professionale e privata della vittima. Nelle ultime ore starebbero puntando l’attenzione proprio su quanto accadde il 22 ottobre del 2023 nello stabile dove vive la famiglia Carta.
Da un’impalcatura che all’epoca circondava il palazzo cadde un giovane uomo e morì. La vittima non era residente nel palazzo e – a quanto si apprende – precipitò dal terzo piano. All’epoca il caso fu classificato come un incidente. Sul corpo non furono trovati segni di violenza e il caso fu archiviato.
Da giorni, però, il fascicolo su quella strana morte è stato “riesumato” dagli archivi perché – è l’ipotesi investigativa – quel decesso potrebbe aver innescato risentimenti nei confronti della famiglia Carta: nel palazzo abitano sia la famiglia di Dino Carta sia quella del padre. In sostanza, la famiglia della vittima avrebbe attribuito ai Carta la colpa di quell’incidente.
Si tratta di ipotesi che, al momento, restano in attesa delle verifiche su tutto il materiale finora a disposizione dei carabinieri e della Procura.
Sul cadavere lunedì sarà compiuta l’autopsia delegata al medico legale dal sostituto procuratore inquirente Giuseppe Mongelli.
Gli investigatori non lasciano trapelare particolari sulle piste vagliate e, soprattutto, se ce ne sia una prevalente rispetto ad un’altra. I militari stanno esaminando il contenuto del telefono cellulare della vittima, che aveva con sé la sera dell’agguato con colpi di pistola, i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona e stanno cercando di dare un nome a quell’uomo con il volto coperto da un cappuccio che si vede transitare a bordo di una bicicletta 40 secondi prima del delitto.










