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Deposito di scorie nucleari sulla Murgia, sale la protesta tra i Comuni di Puglia e Basilicata

Ennesimo «No» al deposito nazionale per le scorie nucleari. «Ferma e totale contrarietà all'ipotesi di localizzare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e il parco tecnologico nel territorio provinciale e nelle aree pugliesi confinanti» è stata espressa a chiusura del Consiglio Provinciale di Matera che ha visto anche la partecipazione dei rappresentanti istituzionali pugliesi tra…
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Ennesimo «No» al deposito nazionale per le scorie nucleari. «Ferma e totale contrarietà all’ipotesi di localizzare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e il parco tecnologico nel territorio provinciale e nelle aree pugliesi confinanti» è stata espressa a chiusura del Consiglio Provinciale di Matera che ha visto anche la partecipazione dei rappresentanti istituzionali pugliesi tra cui il sindaco di Altamura, Vitantonio Petronella e la vice di Santeramo in Colle, Doriana Giove. La discussione affrontata in aula non è una «questione meramente tecnica o amministrativa, ma una scelta che tocca l’essenza dell’identità territoriale e il modello di sviluppo che le comunità intendono difendere», ha ribadito il presidente della provincia ricordando che la Carta Nazionale delle Aree Idonee, nell’individuare i siti potenzialmente idonei, ne coinvolge ben quindici concentrati nel distretto Puglia–Basilicata.

Il valore ambientale

Da più parti è stato richiamato il «valore ambientale, storico e archeologico straordinario dei territori interessati», ricordando l’assoluta «incompatibilità di un’infrastruttura di tale impatto con aree come il Parco delle Chiese Rupestri e la Murgia Materana, patrimonio UNESCO, o la riserva naturale speciale dei Calanchi di Montalbano Jonico.

La fragilità morfologica

A questi elementi si aggiunge la fragilità geomorfologica e idrogeologica delle zone potenzialmente coinvolte, segnata da un rischio documentato di frane e alluvioni.

Il timore

Ignorare tali criticità significherebbe forzare una mappa che non rispecchia la complessità dei territori e che rischierebbe di infliggere un danno anche reputazionale a un’area che ha saputo affermarsi a livello internazionale grazie a cultura, turismo, natura e qualità della vita».

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