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Morsi, violenze e asciugamani in bocca alla figlia di 9 anni: mamma a rischio processo in Salento

La Procura della Repubblica di Lecce ha chiesto il rinvio a giudizio per una donna di 41 anni, di origini peruviane e residente in un comune della provincia salentina, accusata del reato di maltrattamenti in famiglia pluriaggravati nei confronti della figlia minore

Morsi, violenze e asciugamani in bocca alla figlia di 9 anni: mamma a rischio processo in Salento

Un incubo tra le mura domestiche fatto di percosse, morsi, lanci di oggetti e tentativi disperati di soffocare le urla di una bambina di appena 9 anni. La Procura della Repubblica di Lecce ha chiesto il rinvio a giudizio per una donna di 41 anni, di origini peruviane e residente in un comune della provincia salentina, accusata del reato di maltrattamenti in famiglia pluriaggravati nei confronti della figlia minore.

I dettagli che emergono dalle carte dell’inchiesta tratteggiano un quadro di gravissima sofferenza e degrado. I fatti contestati contestano alla donna un condotta sistematica di violenze perpetrate tra il 2024 e il marzo 2025, periodo in cui la bambina è stata finalmente messa in salvo e trasferita in una comunità protetta.

Secondo l’impianto accusatorio, la donna, agendo frequentemente sotto il grave effetto di sostanze alcoliche, avrebbe aggredito la figlia per mesi, insultandola e urlandole contro «senza alcuna valida ragione». Le violenze fisiche includevano spintoni, morsi e il lancio impreciso di bicchieri di vetro e suppellettili, schivati solo grazie ai riflessi della piccola, che lasciavano le stanze dell’abitazione continuamente a soqquadro e ricoperte di frantumi pericolosi.

Per impedire che i vicini o i passanti potessero udire il pianto e i disperati richiami d’aiuto della figlia, la 41enne le avrebbe persino stipato con forza degli asciugamani nella bocca.

La denuncia e il racconto

A far luce su quello che per mesi è rimasto un dramma consumato nel silenzio è stata la coraggiosa segnalazione di una familiare della donna, che si è rivolta ai carabinieri. Le successive indagini, celeri e minuziose, hanno permesso di ricostruire il contesto e mettere al sicuro la minore.

Il racconto delle drammatiche vessazioni subite è stato successivamente cristallizzato e confermato dalla stessa bambina — assistita dall’avvocato Salvatore Rondine — nel corso dell’incidente probatorio disposto dalla magistratura. La parola passa ora alla fase giudiziaria: l’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 16 novembre dinanzi al Gup del Tribunale di Lecce, Angelo Zizzari, chiamato a decidere sul rinvio a giudizio dell’imputata.