In un contesto giudiziario segnato da complesse procedure d’indagine, la vicenda legata al rogo del locale Constellation a Crans-Montana registra un nuovo sviluppo procedurale. La proprietaria del locale Jessica Moretti, attualmente indicata tra i principali indagati nell’inchiesta sulla strage costata la vita a 41 persone e il ferimento di 115 presenze, ha avviato le pratiche per verificare i requisiti previsti dal diritto svizzero in materia di infortuni sul lavoro per l’ottenimento di un’indennità giornaliera.
La richiesta di sussidio si fonda sulla specifica causale di «perdita di guadagno causata dai danni alla salute» patiti in conseguenza dell’incendio di Capodanno. La documentazione dell’assicurazione Zurich inviata alla procura del Cantone del Vallese ha confermato il nulla osta necessario alla valutazione del versamento, suscitando la netta presa di posizione dell’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale dei familiari della giovane ferita Sofia Donadio: «Nel paradosso di questa tragedia, una delle principali indagate chiede di essere indennizzata per le conseguenze dell’incendio, mentre feriti e famiglie attendono ancora verità, giustizia e risarcimento».
Sul fronte penale, Jessica Moretti e il marito Jacques Moretti figurano formalmente imputati assieme ad altre quindici persone per le ipotesi di reato di incendio, lesioni aggregate e omicidio colposo. Mentre la donna risiede nella villa di Lens sottomessa alle misure dell’obbligo di firma e del divieto di espatrio, il coniuge Jacques Moretti si trova ristretto nel carcere di Sion a seguito del fermo dell’11 agosto scorso con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Parallelamente, la procura di Roma attende l’invio della documentazione integrale e dei verbali nell’ambito della rogatoria internazionale attivata con la magistratura elvetica.
