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Lorena Isceri, lo strazio della madre: «Mia figlia aveva chiesto aiuto a degli specialisti per lasciarlo»

Secondo la ricostruzione della donna, il legame tra Federico Vella e Lorena è scivolato nel tempo lungo un crinale tossico di «amore e odio»

Lorena Isceri, lo strazio della madre: «Mia figlia aveva chiesto aiuto a degli specialisti per lasciarlo»

«Voglio che tutti sappiano la verità: mia figlia si è data da fare in ogni modo, ha chiesto aiuto a degli specialisti, ha cercato consigli e ha persino portato Federico da uno psichiatra quando lo aveva già lasciato. Lo ha fatto solo perché lui insisteva e lei voleva offrirgli un’ultima opportunità di farsi curare: non riusciva a comprendere che problemi avesse quel ragazzo, capace di passare dall’essere un compagno meraviglioso a trasformarsi in un animale».

A ventiquattr’ore dai funerali celebrati a Squinzano, Antonietta Argentiero, madre di Lorena Isceri – la 45enne rapita e gettata dal viadotto dell’autostrada A1 alle porte di Firenze –, affida il proprio straziante racconto ai microfoni della trasmissione Dentro la notizia su Canale 5, intervenendo insieme al marito Franco per difendere la memoria e la lucida determinazione della figlia contro ogni superficiale narrazione.

Secondo la ricostruzione della donna, il legame tra Federico Vella e Lorena è scivolato nel tempo lungo un crinale tossico di «amore e odio»: «Nei primi tempi Federico aveva reso davvero felice mia figlia: all’inizio Lorena è stata amata. Poi sono subentrati il risentimento e l’astio feroce, esplosi nel momento esatto in cui lui si è sentito smascherato nelle sue fragilità e nelle sue menzogne. Da quel punto in poi non si è capito più nulla».

La frattura definitiva si è consumata un mese fa, il 7 agosto, giorno in cui la 45enne ha fatto le valigie abbandonando l’abitazione dell’uomo. Fino ad allora, ricorda la madre, non vi erano state avvisaglie fisiche estreme: «Non aveva mai manifestato gesti particolarmente violenti, si limitava ad alzare il tono della voce e a ripeterle con insistenza colpevolizzante che non lo amava abbastanza».

Proprio per gestire quel distacco in sicurezza e comprendere la personalità del partner, Lorena si era rivolta a un medico: «Quando è andata con lui dallo psichiatra non lo ha fatto per ricucire il rapporto, ma per capire come fare a lasciarlo definitivamente senza innescare reazioni estreme, per valutare se arrivare o meno a formalizzare una denuncia – precisa con fermezza la signora Antonietta –. Lorena non è stata una sprovveduta: non voleva rovinarlo con una querela perché provava compassione per lui, ma la decisione di troncare ogni legame era già irrevocabile e definitiva».

Infine, un pensiero amaro rivolto alla famiglia dell’omicida: «Oggi abbiamo l’atroce certezza di quanto quel ragazzo fosse abile a mentire e a recitare una parte. Non provo rabbia verso la sua famiglia: non mi sento di dire nulla contro quei poveri cristi dei suoi genitori, travolti anche loro da una tragedia immane».