L’ex sindaco di Sannicola, Cosimo Piccione, è stato rinviato a giudizio con altri 24 imputati coinvolti nell’inchiesta su una serie di appalti sospetti affidati a imprenditori della zona e su un presunto sistema illecito che avrebbe interessato vari ambiti della gestione pubblica.
Il processo si aprirà il 4 novembre davanti ai giudici della seconda sezione penale. Prosciolto da ogni accusa, invece, l’attuale sindaco Graziano Scorrano.
Le accuse
Secondo l’ipotesi accusatoria, Piccione avrebbe avuto un ruolo principale in una presunta associazione a delinquere della quale avrebbero fatto parte anche l’istruttore tecnico Cosimo Leo, il responsabile del settore tecnico Gianpaolo Miglietta, la responsabile dei servizi finanziari Annunziata Fiorella Rocca e il tecnico Marco Mario Prontera. Gli illeciti sarebbero proseguiti anche nel ruolo da vicesindaco, con Graziano Scorrano alla guida del Comune.
Sempre lo stesso Piccione, finito in carcere a luglio del 2025, ottenne i domiciliari con «braccialetto elettronico» per poi tornare in libertà e riottenere un incarico nel nuovo esecutivo come assessore esterno. Piccione avrebbe posizionato nei posti chiave del Comune funzionari «complici» per condizionare l’andamento della macchina amministrativa, anche dopo la scadenza del mandato da sindaco.
La presunta associazione a delinquere, per anni, avrebbe pilotato gli appalti pubblici, come quello della messa in sicurezza della scuola primaria o la realizzazione di una velostazione. E ancora il procedimento per l’affidamento del servizio scuolabus e l’esito di concorsi banditi dal Comune, come quello di istruttore amministrativo. L’ex sindaco è stato prosciolto dall’accusa di turbativa d’asta in merito all’affidamento di un appalto per la manutenzione delle strade e del verde pubblico.
