“Ave maria piena di rabbia / il sole sorge, mi sveglio all’alba / sezione femminile / rimpianti senza fine“. Sono alcuni versi della poesia composta da una detenuta del carcere di Lecce che si è aggiudicata la quinta edizione del premio Afrodite.
La poesia dal titolo “Ave Maria piena di rabbia” ha conquistato la giuria e il pubblico di Santa Caterina di Nardò.
A ritirare il premio, la Garante dei Diritti delle persone private di libertà personale per la città di Lecce, Maria Mancarella, insieme a Eleonora Rosato, coordinatrice del progetto “Libere di leggere” del carcere di Borgo San Nicola.
«Parole capaci di interrogare la coscienza collettiva»
“Ave Maria piena di rabbia” è stata scritta da una detenuta nella sezione femminile di media sicurezza e, spiega Mancarella, «dimostra come, anche nei luoghi della privazione della libertà, possano nascere parole capaci di interrogare la coscienza collettiva e di parlare a tutti, al di là delle condizioni personali di chi le ha scritte». Per la Garante, «la scrittura, la lettura e l’arte sono strumenti fondamentali nei percorsi riabilitativi in un carcere che sfiora i 1.500 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 780 posti».
Un Lungomare dei poeti
Le poesie vincitrici sono incise su ceramica e verranno installate sul lungomare di Santa Caterina di Nardò dando vita al Lungomare dei Poeti.



