Le tensioni geopolitiche nel Golfo Persico e i conseguenti rincari lungo la filiera delle costruzioni mettono a rischio la regolare conclusione dei cantieri, soprattutto di quelli finanziati dal Pnrr. A lanciare l’allarme è Gerardo Biancofiore, presidente di Ance Puglia, che evidenzia la necessità di introdurre tempestivi meccanismi di compensazione e un adeguato aggiornamento dei prezzi. Con la scadenza stringente del 31 agosto per raggiungere gli obiettivi comunitari, l’attuale scenario internazionale rischia di compromettere la prosecuzione dei lavori giunti ormai alle battute finali.
Lo studio
Il quadro dettagliato emerge dal report «Scenari regionali dell’edilizia: Puglia 2026», realizzato da Ance Puglia con la Cassa Edile di Lecce e presentato, ieri, al Castello. Lo studio fotografa un settore che incide per il 14,4 per cento sul Pil regionale e per il 7,7 per cento sull’occupazione. Tuttavia, il valore degli investimenti in costruzioni per il 2025 è stimato in leggero calo (-0,4 per cento), con preoccupanti nubi anche sul 2026. A spingere il comparto sono le opere pubbliche. I dati Cnce_Edilconnect individuano in Puglia 768 cantieri Pnrr in corso, per un valore totale di quasi 7,4 miliardi di euro, con effetti positivi sul biennio 2026-2027. A marzo 2026, il 68,7 per cento dei cantieri Pnrr avviati risultava in fase avanzata o conclusa (il 34,7 per cento è completato e il 34 per cento presenta un avanzamento superiore al 50 per cento).
Un dato inferiore alla media del Mezzogiorno (70,2 per cento) e alla media nazionale (75,7 per cento), lasciando un significativo 31,3 per cento di progetti alle fasi iniziali o intermedie. La preoccupazione si estende alla spesa dei fondi strutturali 2021-2027, che assegnano alla Puglia 5,577 miliardi di euro (4,427 miliardi a valere sul Fesr e 1,150 sul Fse+). Al 31 dicembre 2025 la Regione ha impegnato il 23,6 per cento delle risorse (sotto la media del Sud del 25 per cento) ed effettuato pagamenti per il 14,1 per cento (sopra la media meridionale del 10,8 per cento). Nel dettaglio, il Fesr registra il 20,4 per cento di impegni e l’11,7 per cento di pagamenti; il Fse+ mostra impegni al 36,1 per cento e pagamenti al 23,6 per cento. «A due anni dalla scadenza del ciclo – ricorda Biancofiore – serve un cambio di passo per non perdere risorse e garantire liquidità».
Sul fronte dei bandi di gara, nel 2025 la Puglia ha subito una flessione degli importi del 37,4 per cento, fermandosi a 1,79 miliardi. Segnali positivi arrivano dal primo trimestre 2026, con una crescita degli investimenti pubblici locali del 19,5 per cento rispetto al 2025, trainata da strade, edilizia pubblica e impianti sportivi. L’occupazione segna un calo dello 0,7 per cento delle ore lavorate nel 2025, alimentando l’attesa per il nuovo Piano Casa regionale, considerato un’opportunità centrale per mantenere i livelli di produzione raggiunti. Nel rapporto spicca l’analisi statistica inedita della Cassa Edile di Lecce, presieduta da Nicola Delle Donne, su dati Sisten ed EdilConnect.
Il triennio 2023–2025 fotografa un mercato salentino in profonda trasformazione: 38.511 notifiche preliminari di cantiere per un valore complessivo di 34,2 miliardi di euro e una durata media dei lavori cresciuta del 21 per cento. Nel biennio 2024–2025, i 2.655 cantieri attivi esprimono oltre 1,6 miliardi di investimenti: il pubblico, col 40 per cento dei cantieri, concentra il 68 per cento del valore economico.
