Un sistema ben collaudato che univa professionisti, imprenditori edili, titolari di bar e persino ex amministratori locali, tutti legati da un unico obiettivo: rastrellare finanziamenti bancari con garanzie pubbliche, compresi i fondi straordinari destinati alle imprese per la pandemia da Covid-19, producendo documentazioni e bilanci falsi. È quanto emerge da una maxi-inchiesta della Procura di Brindisi condotta dalla Guardia di Finanza, culminata nella notifica dell’avviso di conclusione delle indagini firmato dal pm Francesco Carluccio. Il bilancio della gigantesca attività investigativa è imponente: 145 indagati residenti tra le province di Brindisi e Lecce e ben 252 ipotesi di reato contestate a vario titolo, che vanno da due distinte associazioni per delinquere alla truffa, fino all’indebita percezione di erogazioni pubbliche, malversazione e riciclaggio per fatti accaduti tra il 2019 e il 2023.
Il modus operandi ipotizzato dalle Fiamme Gialle ruotava attorno all’individuazione di attività o alla creazione di società “fantoccio”, intestate a prestanome e prive di reali sedi o dipendenti. Attraverso falsificazioni di ricavi e fatturati e potendo contare sul supporto strategico di talpe e intermediari, il gruppo riusciva ad accedere ai crediti erogati da una filiale della Banca Popolare Pugliese — risultata del tutto estranea ai fatti — coperti dal Fondo Centrale di garanzia per le PMI. Una volta incassate le somme, in certi casi erogate fino a 30 mila euro per volta, i promotori procedevano al prelievo delle proprie percentuali.
Tra le figure chiave individuate dagli inquirenti figurano un commercialista di Squinzano, Franco Cazzorla, e l’ex assessore comunale di Brindisi Michele Didonna, accusati di aver orchestrato il meccanismo. Indagato, per singole ipotesi di truffa e malversazione senza vincolo associativo, anche il consigliere comunale brindisino Nicola Didonna. Per tutti gli indagati scatta ora la fase delle garanzie difensive: avranno venti giorni per depositare memorie o chiedere di essere ascoltati prima dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
