Si infiamma il dibattito politico attorno al progetto del parco eolico «Lecce», che prevede 11 turbine alte fino a 200 metri tra Carpignano Salentino, Calimera e Martano con opere di connessione per circa 41 km nei territori di Zollino, Melendugno e Martignano.
Il progetto, che comporta una potenza complessiva di 72,6 Mw, ha già mobilitato amministrazioni locali, cittadini e associazioni per il potenziale impatto su paesaggio, agricoltura e turismo locali.
Pagliaro e Sinistra Italiana
Dopo l’incontro di martedì, il consigliere regionale Paolo Pagliaro, presidente del gruppo di Fratelli d’Italia, chiede con forza che la Regione chiarisca la sua posizione e prenda parte attiva nel procedimento autorizzativo.
«Ho chiesto la convocazione urgente di un’audizione in Commissione Ambiente con la presidente della Regione, l’assessora competente e i sindaci interessati», afferma Pagliaro, sottolineando che «la Regione deve uscire allo scoperto: se il parere VIA ministeriale fosse positivo, l’Autorizzazione Unica – il cosiddetto Paur – sarà di competenza regionale e non potrà più nascondersi» nel dibattito pubblico.
Sul fronte opposto, Sinistra Italiana Salento parla di impianto «devastante» per un territorio di pregio ambientale e paesaggistico, schierandosi accanto alle amministrazioni locali contrarie.
«Non ci opponiamo alle energie rinnovabili in sé», si legge in una nota, «ma chiediamo una pianificazione diversa: micro impianti, comunità energetiche e utilizzo di aree degradate, anziché grandi opere che deturpano il paesaggio e non portano benefici reali alle comunità locali». Il partito sottolinea inoltre la necessità di politiche di risparmio energetico e di una distribuzione più equa della produzione sul territorio pugliese.
In parallelo, associazioni locali e operatori economici hanno partecipato a incontri pubblici per valutare strategie comuni di opposizione, denunciando che il progetto non riguarda solo un impianto energetico, ma la tutela dell’identità economica e culturale della Grecìa Salentina.
La partita sul parco eolico «Lecce» è quindi diventata un banco di prova per la politica regionale sulla transizione energetica, con richieste di trasparenza, tutela ambientale e rispetto delle istanze delle comunità locali.










