Quella del nuovo ospedale del Sud Salento non è più una cronaca di edilizia sanitaria, ma una vera e propria telenovela burocratica che dura da quasi tre lustri. Un’opera attesa da 43 Comuni e circa 210mila abitanti, che oggi resta l’ultima tra i grandi presìdi pugliesi: ancora sulla carta, senza un cantiere e in attesa di rifinanziamento. A riaccendere i fari sulla vicenda sono i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro (presidente del gruppo) e Dino Basile, che hanno chiesto un’audizione urgente nelle commissioni Sanità e Bilancio della Regione Puglia. L’obiettivo è squarciare il velo di rinvii, errori e lungaggini che hanno trasformato un progetto vitale in un miraggio.
Una storia di ostacoli
Le radici del progetto affondano nel lontano 2002, ma è nel 2011 che la Regione individua l’area tra Maglie e Melpignano. Una scelta che si rivela subito problematica per le interferenze con la rete idrica di Acquedotto Pugliese, la statale 275 gestita da Anas e i binari delle Ferrovie del Sud Est. Solo otto anni dopo, nel 2019, viene presentato uno studio di fattibilità costato 1,6 milioni di euro.
Il paradosso esplode nel giugno 2024: il Ministero della Salute revoca l’accordo Stato-Regione perché l’Asl di Lecce non ha presentato in tempo il progetto necessario all’ammissione al finanziamento. Nel frattempo, i costi sono lievitati vertiginosamente, passando dai 135 milioni iniziali agli attuali 388 milioni di euro.
Il caso del lascito
Oltre ai ritardi strutturali, la vicenda si tinge di amaro per la gestione dell’eredità di Vita Carrapa, la benefattrice magliese scomparsa nel 2019 a 95 anni. La donna aveva destinato 3 milioni di euro proprio alla costruzione del nuovo ospedale. Tuttavia, il rischio concreto è che questi fondi vadano perduti o dirottati altrove (all’Ispe per una casa di riposo), poiché l’Asl non ha dato seguito alle volontà testamentarie, destinando la somma a un presidio riabilitativo nell’ex ospedale di Maglie, anch’esso ancora fermo al palo.
L’affondo politico
«Il Maglie-Melpignano è la cenerentola dei cinque grandi presìdi pugliesi», denunciano Pagliaro e Basile. «Siamo fermi alla fase progettuale mentre il territorio soffre. Vogliamo far luce sulle responsabilità che hanno paralizzato non solo quest’opera, ma anche tutti gli interventi di potenziamento delle strutture locali, bloccati con la promessa di un ospedale fantasma». In audizione saranno chiamati a riferire il presidente della Regione, gli assessori competenti, i vertici dell’Asl Lecce e i progettisti.










