Un annuncio di vendita pubblicato su una piattaforma social ha interrotto il viaggio sul mercato nero dei tesori sacri rubati nel Salento. È partendo dalle tracce digitali lasciate sul web che i carabinieri di Poggiardo e Minervino di Lecce hanno scoperto un giro di ricettazione, denunciando un antiquario di Bari e recuperando tele e statue sottratte pochi giorni prima in diverse chiese della provincia.
Le indagini erano scattate subito dopo le denunce dei parroci di Minervino, Cerfignano, Vitigliano, Zollino, Cannole e Palmariggi, dove i furti avevano destato profondo sgomento. I militari, incrociando i controlli tradizionali con il monitoraggio del web, hanno individuato la merce online e fatto irruzione nella bottega dell’antiquario barese.
Sotto sequestro sono finiti manufatti storici dal valore economico modesto, ma dal significato devozionale inestimabile: tra questi, la tela della Madonna Immacolata degli Angeli, il dipinto di San Luigi Gonzaga e la statua della Madonna dei Fiori.
Oltre alle opere d’arte, gli investigatori hanno sequestrato lo smartphone dell’indagato, ora al vaglio per ricostruire l’intera filiera dei complici e identificare i ladri materiali.
Nei piccoli centri salentini, ogni statua e dipinto custodito nelle parrocchie rappresenta una tessera della memoria collettiva. Il blitz dell’Arma ha così restituito alle comunità non semplici oggetti smarriti, ma un pezzo fondamentale della loro identità e storia locale.
