Un rito collettivo che unisce memoria civile, contaminazione culturale e impegno sociale. Si prepara a scaldare la piazza di Melpignano la 29esima edizione del concertone della Notte della Taranta, in programma domani sera e incentrata sul tema “Le vie del Mediterraneo”. L’evento, presentato questa mattina in conferenza stampa, sarà trasmesso in diretta su Rai 3 e in Eurovisione.
Ad aprire la lunga notte di musica sarà un solenne omaggio agli 80 anni della Repubblica Italiana, con filmati storici forniti dalle Teche Rai – tra cui le immagini del primo voto delle donne nel 1946 – e un’inedita versione strumentale dell’Inno di Mameli arrangiata dal maestro concertatore Ermal Meta.
«Le Teche Rai ci regaleranno momenti emozionanti come il voto delle donne, che ci ha sempre colpito – ha spiegato il presidente della Fondazione, Massimo Bray –. Da quel 2 giugno, figli di partigiani e antifascisti scesero nelle strade e nei teatri perché compresero che quella scelta aveva l’odore della libertà».
Decaro: «Tradizioni vive e messaggio di pace tra i popoli»
Nel corso della presentazione è intervenuto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, annunciando importanti novità per la tutela del patrimonio identitario: «Posso annunciare che la Pizzica pizzica e La danza delle spade sono diventate patrimonio immateriale della Puglia e spero possano diventare presto qualcosa di più. La Notte della Taranta è il nostro patrimonio immateriale più importante e abbiamo il dovere di custodirlo come una realtà viva da tramandare. Che sia l’incontro dei popoli a Melpignano o quello degli atleti ai Giochi del Mediterraneo di Taranto, da questa terra accogliente parte un forte messaggio di pace e solidarietà, portando con noi l’eco delle voci che hanno attraversato il nostro mare».
Un plauso alla formula della rassegna è giunto anche dal direttore generale della Rai, Roberto Sergio, intervenuto in videomessaggio: «La Notte della Taranta ha saputo rinnovarsi trasformando la tradizione in un linguaggio contemporaneo, capace di raccontare le radici, guardare al futuro e unire generazioni diverse».
La scaletta di Ermal Meta
Sul palco di Melpignano si alterneranno sonorità popolari, arrangiamenti orchestrali e grandi ospiti della scena nazionale e internazionale: Alessandra Amoroso con la travolgente Santu Paolu, Levante con una versione lirica di Bedda ci dormi, Maria Mazzotta, la cantante portoghese Gisela João che porterà il fado con La cerva, il giovane talento Welo con inserti rock and roll in Lu core meo e l’interpretazione di Giulia Vecchio in L’acqua de la funtana, affiancati dal corpo vocale e dai musicisti dell’Orchestra Popolare.
Lo stesso Ermal Meta interpreterà l’arbëreshë Lule Lule e presenterà per la prima volta l’inedito “Nu simu nienti” (Simu niente), un brano composto appositamente per la serata: «L’identità mediterranea non è pura, è un insieme di imperfezioni e commistioni storiche – ha dichiarato Ermal Meta –. Ho voluto scrivere questa canzone per dare voce alle persone comuni che oggi si oppongono a chi vuole impossessarsi della terra per distruggerla: penso alla rivoluzione dei fenicotteri in Albania per l’isola di Saseno, ma anche ai movimenti di protesta in Puglia, come a Ostuni, e in Sardegna. La musica popolare possiede una straordinaria forza curativa e quando la gente si unisce per difendere i propri diritti non può stonare».
