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Minacce, stalking e maltrattamenti in famiglia nel Salento, in carcere due uomini a Galatina e Nardò

Dietro le sbarre sono finito un 38enne e un 36enne: il primo avrebbe maltrattato la madre e l’anziana nonna, il secondo il padre e la sorella

Minacce, stalking e maltrattamenti in famiglia nel Salento, in carcere due uomini a Galatina e Nardò

Due uomini di poco meno di 40 anni sono stati arrestati, nel Salento, per diversi episodi di stalking e maltrattamenti in famiglia.

Il primo episodio si è verificato giovedì scorso, 3 settembre, a Galatina. Gli agenti del locale commissariato hanno arrestato un uomo di 38 anni dopo che, poco prima di mezzogiorno, era arrivata una telefonata al 112 che segnalava una violenta lite domestica in corso.

Arrivati sul posto, i poliziotti hanno trovato l’uomo in evidente stato di agitazione, forse dopo aver assunto alcol e droga. Aveva danneggiato arredi, sedie e mobili. In casa aveva anche un coltello a serramanico, un bilancino di precisione e due strumenti per la combustione della droga.

Dopo aver messo in sicurezza la madre e la nonna del 38enne, gli agenti hanno ricostruito l’accaduto. Stando a quanto appreso, già a ottobre del 2025, la madre dell’uomo si era rivolta alla polizia, denunciandolo, e il 38enne era stato allontanato dalla casa familiare, con divieto di avvicinamento, applicazione del braccialetto elettronico e ammonimento del questore.

L’uomo sarebbe poi tornato a casa e aveva nuovamente assunto comportamenti violenti nei confronti delle familiari, arrivando a minacciare di morte l’anziana nonna e danneggiando suppellettili in casa.

Il 38enne è stato arrestato e condotto nel carcere di Lecce, come disposto dall’autorità giudiziaria.

In carcere è finito anche un uomo di 36 anni di Nardò, già agli arresti domiciliari perché accusato di stalking nei confronti di una donna del posto.

Nonostante la misura cautelare a cui era sottoposto, l’uomo avrebbe continuato a tormentare i propri familiari con condotte vessatorie messe in atto nei confronti della sorella e del padre, che si erano rivolti al commissariato di Nardò per sporgere denuncia.

Nei confronti del 36enne, dunque, è stato disposto un inasprimento della pena: l’uomo è stato portato in carcere.