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Lecce, sovraffollamento critico a Borgo San Nicola: detenuti oltre il 180% del limite

Lecce, sovraffollamento critico a Borgo San Nicola: detenuti oltre il 180% del limite

Un carcere al limite della sostenibilità, segnato da sovraffollamento record, carenza di personale e continue emergenze sanitarie. A lanciare un nuovo e accorato allarme è Ruggiero Damato, segretario regionale del sindacato di Polizia Penitenziaria Cnpp-Spp, che guarda con forte preoccupazione all’imminente stagione estiva e al prevedibile aumento degli invii di detenuti nelle strutture ospedaliere del territorio. «La situazione nel carcere di Lecce è tragica e complessa.

A fronte dei recenti e gravissimi decessi, tra cui presunte overdose e suicidi, e di un tasso di sovraffollamento che sfiora il 180 per cento, si assiste inevitabilmente a un’impennata di allarmi e richieste di intervento al 118», denuncia Damato. I numeri fotografano una realtà estremamente critica. Il «Nuovo Complesso» di Borgo San Nicola ospita attualmente 1.460 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di circa 798 posti. A questo si aggiunge una carenza di organico della Polizia Penitenziaria stimata attorno al 30 per cento, pari a oltre 200 unità mancanti nel ruolo agenti e assistenti. Una condizione che rende particolarmente difficile la gestione quotidiana delle emergenze.

L’aggravio per il 118

«In un clima di forte stress psicologico ed emotivo – spiega Damato – per gli agenti diventa sempre più complicato distinguere i casi di reale malessere dalle richieste determinate da stati d’ansia». Una situazione che genera un elevato numero di chiamate al 118 che, una volta giunto sul posto, si trova spesso davanti a codici bianchi o verdi. Secondo il sindacato, il fenomeno determina un pesante aggravio per il Servizio Emergenza Urgenza dell’Asl e per i Pronto soccorso della provincia, già sottoposti a forti pressioni, oltre a comportare un ulteriore sovraccarico di lavoro per il personale di Polizia Penitenziaria. Le criticità, sottolinea il segretario regionale, rischiano di accentuarsi ulteriormente con l’arrivo dell’estate. Tra i fattori di maggiore preoccupazione figurano la massiccia presenza di sostanze stupefacenti e il consumo improprio di farmaci all’interno dell’istituto, elementi che avrebbero contribuito al verificarsi di oltre quattro decessi in un arco temporale molto ristretto.