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Lecce, detenuto 24enne si toglie la vita in carcere. Il Sappe: «Una sconfitta di tutti»

Il segretario nazionale del sindacato, Federico Pilagatti, denuncia quanto accaduto la notte del 26 agosto scorso nell’istituto di pena salentino

Lecce, detenuto 24enne si toglie la vita in carcere. Il Sappe: «Una sconfitta di tutti»

Un 24enne della provincia di Lecce, detenuto nel carcere del capoluogo salentino per maltrattamenti in famiglia, si sarebbe tolto la vita nella propria cella, impiccandosi con una corda ricavata dalle lenzuola e attaccata a una sbarra del letto.

È accaduto la notte del 26 agosto e a riferirlo è il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe), sottolineando che «quando un detenuto arriva a togliersi la vita nella propria stanza di un carcere è una sconfitta per tutti». Un evento che «dovrebbe farci riflettere e intervenire, invece nulla» dice il segretario nazionale Federico Pilagatti. «Tante belle parole in questo periodo, tanti buoni intendimenti, – aggiunge – ma poi nei fatti registriamo l’assordante silenzio delle istituzioni e della società civile sulle problematiche delle carceri».

A chiamare aiuto, intorno alle 2:30 di notte, è stato il compagno di cella, che ha avvertito l’agente in servizio nel reparto il quale ha poi chiamato i soccorsi, rivelatisi inutili.

«Forse quel detenuto – dice Pilagatti – si sarebbe potuto salvare se l’unico agente di servizio non fosse stato costretto a gestire contemporaneamente quattro sezioni con circa 270 detenuti, una situazione che il Sappe ha denunciato in più occasioni».

Il sindacalista chiede: «Come è possibile che un carcere come quello di Lecce che ospita quasi 1.500 detenuti possa essere gestito in certi turni serali o notturni da 13-14 poliziotti? Una sconfitta su tutta la linea dello Stato e di chi ha giurato il rispetto della Costituzione che viene costantemente violata».