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Le vie del Mediterraneo, venti tappe di avvicinamento al concertone della Notte della Taranta

Un viaggio aperto all’incontro: accanto alle sonorità salentine, a risuonare sui palchi del Festival sono lingue e suoni di varie parti del mondo

Le vie del Mediterraneo, venti tappe di avvicinamento al concertone della Notte della Taranta
L’Orchestra della Notte della Taranta (foto com.st.)

Partirà il 30 luglio il viaggio del Festival itinerante della Notte della Taranta che accompagnerà il Salento al concertone di Melpignano, in programma il 22 agosto sul piazzale dell’ex Convento degli Agostiniani, con Ermal Meta maestro concertatore e le coreografie di Fredy Franzutti.

Il Festival attraverserà, fino al 19 agosto, venti comuni del Salento uniti nel tema “Le vie del Mediterraneo“. Un viaggio aperto all’incontro: accanto alle sonorità salentine, a risuonare sui palcoscenici del Festival sono le lingue minoritarie e i suoni dell’Aspromonte, le musiche dalla Sicilia, dalla Sardegna, dall’Albania e dal Marocco. Il programma del Festival è realizzato con il coordinamento artistico di Fabio Chiriatti e Renata Nemola.

«Il Festival Itinerante porta nelle piazze del Salento l’idea del Mediterraneo come spazio condiviso, “non una civiltà, ma mille civiltà sovrapposte“, come scriveva Fernand Braudel», dichiara il presidente della Fondazione La Notte della Taranta, Massimo Bray. «In un tempo segnato dai conflitti, la cultura e la musica possono opporre alla logica della forza un’altra forza: quella della cooperazione, del rispetto e del riconoscimento di una comune umanità».

Bray evidenzia che «con “Le vie del Mediterraneo”, la Notte della Taranta riafferma la propria vocazione a fare della musica un linguaggio di pace e relazione, con un Festival che anche quest’anno vuole essere una storia fatta di molte voci».

Nel programma del Festival trovano spazio le voci storiche, i solisti e gli interpreti della scena salentina, dall’Orchestra Popolare La Notte della Taranta alla compagnia di danza Tarantarte, dai Briganti di Terra d’Otranto ai Makarìa. Grande attenzione è riservata all’elettronica come campo di ricerca capace di aprire nuovi paesaggi acustici attorno alla pizzica: dalle esperienze di Trevize, di Kalàscima e di Inude con il Canzoniere Grecanico Salentino, fino alle sonorità del Marocco attraversate da componenti elettroniche dei Bab L’ Bluz.

Accanto alla scena salentina, “Le vie del Mediterraneo” aprono il cartellone a ospiti e progetti provenienti da altre aree d’Italia e da altre sponde musicali: Peppe Barra, figura centrale del teatro e della canzone del Sud, che riceverà il Premio alla Carriera 2026 della Fondazione La Notte della Taranta; Davide Ambrogio con Mater Nullius; Delia Buglisi con Sicilia Bedda; Pierpaolo Vacca con Ballu Travessu; Tenore Supramonte; Senduki; Zinharua; i Bottari di Macerata Campania accanto ad Antonio Castrignanò; Nubras Ensemble.