Dopo il tatuaggio della sigla Msi sul polso della sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, il Tattoo Fest che si è svolto nel capoluogo salentino nei giorni scorsi torna al centro della cronaca.
Questa volta la polemica nasce dal tatuaggio a tutta schiena di un ragazzo di Squinzano che ritrae nei minimi dettagli l’assalto armato al portavalori avvenuto il 9 febbraio sulla strada statale 613 Lecce-Brindisi, episodio in cui rimase ferito un carabiniere.
La foto dell’opera è stata pubblicata sui canali social della manifestazione, in una grafica in cui compaiono i loghi istituzionali della Regione Puglia e il brand turistico “WeAreInPuglia“.
L’attacco del commando, composto da banditi foggiani armati di kalashnikov, avvenuto il 9 febbraio scorso è stato impresso sulla pelle con estremo realismo: nel tatuaggio si distinguono il blindato sotto tiro, le auto dei criminali, le esplosioni e perfino i fichi d’india tipici del paesaggio salentino, sormontati dalla scritta “Assalt”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il prefetto di Lecce, Natalino Domenico Manno, che ha affermato: «Dobbiamo disprezzare quel tatuaggio che questo ragazzo si è fatto».










