Finisce con un’assoluzione per totale vizio di mente la vicenda giudiziaria di Kadir Bouasrya, il 42enne salentino balzato agli onori delle cronache nazionali come l’autoproclamato «sesto angelo dell’Apocalisse» e guida di una setta isolata alla periferia di Miggiano. La giudice monocratica del Tribunale di Lecce, Elena Coppola, ha prosciolto l’uomo dall’accusa di turbamento di funzione religiosa in relazione ai clamorosi episodi registrati l’8 giugno 2025, quando il sedicente santone fece irruzione nella chiesa di San Vincenzo durante le comunioni.
I fatti
In quella domenica, tra lo sgomento dei fedeli e delle famiglie di ventiquattro bambini, Bouasrya aveva raggiunto l’altare urlando frasi minacciose e farneticanti contro il parroco, don Stefano De Paola, replicando la contestazione anche nel pomeriggio prima di essere bloccato e sottoposto a un Trattamento sanitario obbligatorio. La perizia disposta nel corso del processo e affidata allo psichiatra Elio Serra ha evidenziato come l’imputato, difeso dall’avvocato Tony Indino, fosse affetto al momento dei fatti da un disturbo delirante paranoide cronico aggravato dall’uso di stupefacenti, risultando totalmente incapace di intendere e di volere.
La libertà vigilata
Il tribunale ha comunque disposto nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata per un anno, con l’obbligo di proseguire le cure al Centro di Salute Mentale e al Ser.D. Nel frattempo, la setta che viveva con lui in condizioni di isolamento e degrado si è dissolta: i seguaci, tra cui giovani arrivati da fuori regione, hanno abbandonato l’abitazione facendo rientro nelle rispettive famiglie, mentre l’inchiesta parallela sulle pressioni psicologiche sui seguaci si avvia verso l’archiviazione.
