Un interrogatorio fiume nell’aula del tribunale per respingere ogni addebito e chiarire la propria posizione. L’ex assessore regionale pugliese Alessandro Delli Noci è comparso oggi davanti alla giudice Tea Verderosa nel corso dell’udienza preliminare che lo vede imputato insieme ad altre 26 persone, tra esponenti politici e imprenditori locali.
L’impianto accusatorio, sostenuto dai pubblici ministeri Carducci e Prontera che hanno chiesto il rinvio a giudizio, ipotizza l’esistenza di una presunta associazione a delinquere finalizzata ad agevolare progetti imprenditoriali attraverso l’utilizzo di fondi pubblici, allo scopo di rafforzare il bacino di consenso elettorale. I reati contestati a vario titolo, commessi nel triennio tra il 2018 e il 2021, spaziano dalla corruzione alla truffa, fino a diversi reati fiscali.
Durante il lungo confronto in aula, Delli Noci ha negato categoricamente le accuse. L’attenzione si è concentrata in particolare sul discusso progetto di riconversione dell’ex istituto Stimmatine di Lecce, destinato a diventare un resort di lusso. Su questo fronte, l’ex amministratore ha ribadito la correttezza del proprio operato, precisando di essersi limitato a esprimere un mero indirizzo politico senza mai esercitare alcuna pressione per forzare o accelerare l’iter di approvazione, né durante il suo mandato come assessore comunale né, successivamente, in veste di assessore regionale.
Il procedimento giudiziario proseguirà nelle prossime settimane: la giudice ha aggiornato l’udienza preliminare al prossimo 11 dicembre.
