La Corte d’Assise d’Appello di Bari ha confermato la condanna all’ergastolo per Domenico Monti e Maurizio Larizzi, esponenti storici del clan mafioso Capriati di Bari Vecchia. I due imputati sono stati giudicati colpevoli dell’omicidio premeditato di Domenico Capriati, nipote del capoclan Antonio (in carcere da anni) e fratello di Filippo, che all’epoca dei fatti ricopriva il ruolo di reggente del gruppo criminale.
Il brutale agguato di stampo mafioso si consumò il 21 novembre del 2018 nel quartiere Japigia. La vittima fu freddata sotto la propria abitazione, alla presenza della moglie e del figlio, raggiunta da dodici colpi di mitraglietta prima del «colpo di grazia» esploso alla testa.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini, il movente del delitto sarebbe maturato in una logica di regolamento di conti interna all’organizzazione. Domenico Capriati, da poco tornato in libertà, avrebbe avanzato una richiesta estorsiva nei confronti di Larizzi per «ripagarlo» del fatto di aver continuato a gestire i redditizi affari legati al traffico di droga durante il suo periodo di detenzione, sfruttando il nome e la forza intimidatrice del clan.
