Una tavola apparecchiata con cibo e bevande, sedie, ombrelloni e un’intera area salotto allestita nei minimi dettagli per godersi il pranzo della domenica con vista sul mare. Una scena apparentemente normale, se non fosse che questo “ristorante” improvvisato non si trovava in un’area attrezzata, bensì sulla sommità del delicatissimo e protetto cordone dunale di Punta Prosciutto, all’interno della Riserva Naturale e dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo.
L’incredibile scoperta è stata fatta domenica 28 giugno dagli Ispettori ambientali di Legambiente durante un normale turno di pattugliamento per il monitoraggio del litorale ionico.
Davanti agli occhi degli eco-volontari si è palesato un vero e proprio abuso ambientale. Le dune non sono semplici cumuli di sabbia, ma barriere naturali vive e fondamentali per la difesa della costa dall’erosione, nonché custodi di specie vegetali e animali protette. In queste zone il semplice calpestio è severamente vietato dalla legge, poiché lo schiacciamento dei passi può compromettere per sempre un equilibrio biologico costruito in decenni.
Trovare un intero gruppo di bagnanti intento a consumare un pranzo strutturato proprio sulla cima della duna ha fatto scattare l’immediato intervento degli ispettori: per i responsabili l’identificazione e la pesante sanzione pecuniaria prevista dalle normative di tutela dell’Area Marina Protetta.
Tolleranza zero
Il blitz domenicale contro l’inciviltà balneare non si è limitato al cordone dunale. Nel corso della stessa giornata, gli ispettori ambientali hanno sorpreso e sanzionato diversi altri bagnanti lungo il litorale di Porto Cesareo.
Nel mirino sono finiti i turisti colti ad abbandonare i propri rifiuti direttamente sulla sabbia o a utilizzare in modo improprio i piccoli mastelli portarifiuti della differenziata, intasati e sommersi sotto interi sacchi neri di immondizia indifferenziata portati da casa.
