Lascia il carcere e passa agli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico, il 22enne originario di Ugento arrestato lo scorso 4 settembre con l’accusa di aver travolto e ucciso il ciclista ventottenne Daniele Congedi. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Lecce, accogliendo il ricorso presentato dai legali difensori del giovane, gli avvocati Luca Puce e Davide Micaletto, che avevano avanzato istanza di revoca della misura cautelare o, in via subordinata, la concessione dei domiciliari con presidio di controllo elettronico.
La tragedia si era consumata all’alba dello scorso 9 agosto lungo la strada provinciale che collega Racale a Ugento. Congedi stava pedalando a bordo della propria bicicletta quando era stato violentemente sbalzato fuori strada da un’automobile che si era poi dileguata senza prestare soccorso. Il corpo senza vita del giovane ciclista era stato rinvenuto soltanto in tarda serata, nascosto dietro la fitta vegetazione di un cespuglio sul ciglio della carreggiata.
Nelle ore immediatamente successive all’impatto l’indagato si era reso irreperibile, decidendo di costituirsi ai Carabinieri soltanto il giorno seguente. Dinanzi agli inquirenti, il ventiduenne ha sempre sostenuto di non essersi reso conto di aver investito una persona a bordo di un velocipede, affermando di aver creduto di aver urtato un animale randagio lungo la strada.
Un elemento che si scontra tuttavia con il drammatico quadro delineato dall’esame autoptico disposto dalla Procura: la consulenza medico-legale ha infatti chiarito che il ventottenne non è deceduto sul colpo e che un intervento tempestivo da parte dei sanitari del 118 avrebbe potuto salvargli la vita, circostanza che aggrava pesantemente la posizione del presunto investitore sul fronte della mancata assistenza.
