Esplode la polemica all’indomani de «I volti della Repubblica», la trasmissione Rai trasmessa in diretta dalla piazza del Quirinale e proiettata anche sul maxischermo di piazza Sant’Oronzo a Lecce per celebrare la Festa della Repubblica.
A intervenire duramente sulla serata è la sindaca del capoluogo salentino, Adriana Poli Bortone, che affida all’articolo 21 della Costituzione il proprio diritto di critica per contestare l’impostazione generale dell’evento. «Da sempre donna di Destra, ieri sera ho provato un moto di ribellione e disappunto», esordisce la prima cittadina, definendo «faziosa e soprattutto lacunosa» la lectio di Paola Cortellesi sul ruolo delle donne nella storia d’Italia. Secondo Poli Bortone, il racconto della Cortellesi è stato caratterizzato da una grave e deliberata lacuna: l’assenza totale di riferimenti a Giorgia Meloni.
La critica ai testimonial
«Da semplice cittadina mi sarei aspettata che la lectio si concludesse con la vittoria di tutte le donne italiane, oggi presenti in ruoli apicali e, per la prima volta nella storia, alla presidenza del Consiglio», incalza la sindaca. «Invece il nulla. Meloni non esiste. Con malizia penso che il suo avvento al Governo sia vissuto dalla Sinistra non come un traguardo comune, ma come il fallimento delle proprie battaglie».
Un’omissione che Poli Bortone attribuisce alla presenza «pressoché esclusiva» di testimonial politicamente orientati.
«Una Festa dell’Unità»
La critica della sindaca tocca anche la ricostruzione storica del programma. Poli Bortone contesta la scelta di ricordare, tra i funerali celebri, solo quello di Enrico Berlinguer, omettendo quello di Giorgio Almirante, e la rappresentazione del Governo Berlusconi del ’94, liquidato come «un dettaglio ininfluente» anziché come una reale rottura post-Tangentopoli. «Quella che doveva essere una festa di tutti, di libertà e coesione, si è rivelata una Festa dell’Unità nazionale, dove però l’aggettivo «nazionale» è sembrato decisamente di troppo», conclude Poli Bortone.
