«Siamo lieti di firmare il protocollo con una Regione che ospita una delle migliori manifatture del Paese e che quindi può fare da esempio per altre esperienze». Lo ha affermato Bernardo Mattarella, amministratore delegato di Invitalia, a margine della firma dell’accordo con l’Emilia-Romagna che ha l’obiettivo di rafforzare l’ecosistema dell’innovazione, sostenere la crescita del tessuto imprenditoriale e attrarre nuovi investimenti sul territorio.
Invitalia, sottolinea Mattarella, ha «al centro di questo triennio un incremento sempre maggiore della collaborazione con le Regioni sullo sviluppo economico». Con la Regione Emilia, in particolare, «noi collaboriamo da anni, dai tempi della ricostruzione, collaboriamo con lo strumento del contratto di sviluppo ma collaboriamo anche con il sistema dell’innovazione della Regione, quindi con le startup innovative e con tutti gli strumenti di sostegno alla nuova imprenditorialità innovativa».
Il protocollo d’intesa siglato nei giorni scorsi ha l’obiettivo di sostenere la crescita del tessuto economico locale, promuovere il trasferimento tecnologico e, soprattutto, rafforzare le startup, per fare così in modo che l’innovazione nata sul territorio si trasformi in imprese strutturate, trattenendo i talenti.
L’accordo, siglato nei giorni scorsi a Bologna e valido fino al 31 dicembre 2028, è stato sottoscritto da Mattarella e dal vice presidente regionale, Vincenzo Colla, alla presenza del presidente della Regione, Michele De Pascale.
L’intesa vedrà inoltre il coinvolgimento operativo della società in house Art-ER e integrerà i servizi per le imprese, la gestione dei contratti di sviluppo e le risposte alle crisi aziendali.
«Grazie al nostro ecosistema e agli investimenti infrastrutturali, a partire dal supercalcolo, siamo molto attrattivi per la nascita di startup, ma dobbiamo migliorarci» ha avvertito De Pascale, sottolineando «il rischio che questa regione sia un grande incubatore. Deve essere invece il luogo dove l’innovazione entra nelle imprese e crea nuova occupazione. Non ci può succedere che ricerchiamo, incubiamo e poi i benefici si producono altrove, in Europa o in altri continenti». Da qui, dice, la necessità di un lavoro «fianco a fianco, filiera per filiera» tra i tecnici di Invitalia e le strutture regionali.
