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L’utile di Generali sale a 2,5 miliardi di euro, Donnet: «Tuteliamo la nostra integrità»

Il Ceo non commenta le indiscrezioni sul risiko, ma chiarisce che «tutta la squadra è focalizzata sul percorso del piano fino al 2027»

L’utile di Generali sale a 2,5 miliardi di euro, Donnet: «Tuteliamo la nostra integrità»

Generali chiude i primi 6 mesi con «risultati eccellenti». Lo afferma l’amministratore delegato Philippe Donnet, che sottolinea come il Leone di Trieste è «profondamente radicato nel tessuto economico del paese» e «contribuisce alla sua crescita». Soprattutto il manager indica l’obiettivo di «continuare a perseguire con successo questa missione, tutelando con determinazione l’integrità del gruppo».

Il bilancio

I numeri sono chiari ed inequivocabili per il Leone, che cresce su tutti i fronti. L’utile netto rettificato sale del 13,7% a 2,54 miliardi di euro, un dato che coincide quasi con il risultato netto, cresciuto del 17,9%. I premi lordi salgono del 5,8% a 53,42 miliardi, mentre il Combined Ratio, che indica il rapporto tra sinistri, spese e premi, sale dal 91 al 95%. In crescita del 4,9% le masse amministrate a oltre 944 miliardi, mentre l’indice di solvibilità scende dal 219 al 216%, per effetto, di «fattori tecnici regolatori e relativi al buy-back da 500 milioni, che vale da solo 2 punti. Poi ci sono stati nei primi 6 mesi 820 milioni di danni da eventi catastrofali, compresi gli incidenti da attività umane. Un saldo che per il solo mese di luglio è di 320 milioni e non impedisce di mantenere l’indice di solvibilità «stabile al 216%». «Per gli incendi – spiega il direttore finanziario Cristiano Borean – solo in alcuni paesi come la Francia ci sono stati danni per 40 milioni in luglio che saliranno a 100 insieme agli altri paesi».

Alla base del successo del semestre di Generali, secondo Donnet, ci sono i «prodotti e servizi di eccellenza» che il gruppo offre ai propri clienti attraverso «una rete distributiva unica e di grande valore». In questo quadro il gruppo «continua a mantenere un approccio coerente, orientando sempre le proprie scelte nell’esclusivo interesse dei suoi stakeholder e massimizzando il valore per i suoi azionisti». «Al fine di tutelare l’indipendenza e l’integrità del gruppo – fa notare il manager – tutte le implicazioni per il nostro business e per il contesto competitivo in cui operiamo devono essere valutate con la massima attenzione e cura anche da parte di tutte le autorità competenti italiane ed europee». Quanto al risiko bancario Donnet non ha dubbi. Dopo aver chiarito di non voler commentare «indiscrezioni o speculazioni di mercato» il manager chiarisce che «tutta la squadra è focalizzata sul percorso che abbiamo intrapreso con il piano al 2027 e andiamo avanti senza pensarci». Donnet elenca i successi del gruppo sul fronte del «business assicurativo, Vita e Danni», che sono cresciuti rispettivamente del 5,5% a 33,45 miliardi di premi lordi e del 6,3% a 20 miliardi.

Piazzetta Cuccia

In giornata sono arrivati anche i conti di Mediobanca, che sta procedendo nel processo di integrazione con Mps. Piazzetta Cuccia chiude un semestre record (il «migliore di sempre» dice l’ad Alessandro Melzi d’Eril) con un utile netto di 711,2 milioni, in crescita del 5,9% anno su anno, malgrado l’aumento della tassazione (ex legge di bilancio).