«L’allargamento del conflitto preoccupa tutti», in questa fase è fondamentale che «l’Europa sia unita». Lo fa sapere il ministro degli Esteri Antonio Tajani che segue con la massima attenzione gli sviluppi degli scontri in Medio Oriente e precisa che l’Italia non è coinvolta militarmente nelle operazioni di Israele e Stati Uniti, oltre il personale già impegnato in precedenti missioni a cui è garantita protezione. Sono in corso di valutazioni i rischi di terrorismo e il governo è al lavoro ininterrottamente e in stretto coordinamento tra Presidenza del Consiglio, Difesa Interno, Energia ed Esteri.
Particolare attenzione è riservata ai connazionali presenti nell’area del Golfo, dove ci sono circa 70mila italiani, nessuno, ha fatto sapere, coinvolto dopo gli attacchi. «Sono al sicuro e stiamo cercando di far rimpatriare il maggior numero possibile» di persone.
Sul campo l’assistenza è rafforzata. Inviata una task force dell’Unità di crisi già operativa all’aeroporto di Muscat e alla frontiera tra Oman e ed Emirati Arabi Uniti. Diplomatici, personale della Farnesina, carabinieri, finanzieri e protezione civile sono sul posto per rendere più facile il passaggio verso l’Oman, l’imbarco sui voli di rientro e prevenire «tentativi di bagarinaggio e di frode» che il ministero intende assolutamente scongiurare».
E proprio da Muscat e da Abu Dhabi sono stati organizzati diversi voli speciali con centinaia di posti disponibili inclusi quelli per studenti che si trovano a Dubai. A tutti i connazionali che hanno prenotato voli e bus per il trasferimento il ministro ha voluto lanciare un appello: «Quando si prenotano devono poi andar, perché se non si sale si lasciano posti vuoti e qualcun altro può non rientrare». Il suggerimento è quello di seguire solo le comunicazioni della Farnesina e a registrarsi sui canali istituzionali per ricevere costantemente aggiornamenti.










