Il Guatemala avrebbe accettato la partecipazione di gruppi speciali delle forze armate statunitensi in operazioni contro i cartelli del narcotraffico attivi nel Paese. La notizia è stata riportata dal New York Times, che cita fonti governative guatemalteche e ricostruisce un colloquio avvenuto il 18 maggio tra il presidente Bernardo Arévalo e il segretario alla Guerra Usa, Pete Hegseth.
Secondo quanto riferito, la cooperazione riguarderebbe «operazioni guidate dalle forze di sicurezza guatemalteche contro le organizzazioni di narcotrafficanti» e sarebbe stata formalmente richiesta dallo stesso governo di Città del Guatemala con una lettera inviata a Washington. L’intesa aprirebbe alla presenza operativa di unità speciali statunitensi in azioni congiunte sul territorio nazionale.
Il Guatemala diventerebbe così il secondo Paese della regione, dopo l’Ecuador, ad autorizzare interventi militari coordinati con gli Stati Uniti contro i gruppi criminali all’interno dei propri confini. L’accordo si inserirebbe in una più ampia strategia dell’amministrazione americana per rafforzare la cooperazione militare in America Latina nella lotta ai cartelli della droga.
Secondo le stesse fonti, Washington starebbe lavorando per estendere modelli simili anche all’Honduras, mentre l’obiettivo principale resterebbe il Messico, che finora ha respinto con fermezza qualsiasi ipotesi di operazioni congiunte sul proprio territorio sotto la presidenza di Claudia Sheinbaum.
