L’Ucraina rivendica nuovi attacchi in profondità nel territorio russo. Il presidente Volodymyr Zelensky ha scritto su X che le forze di Kiev hanno colpito Perm, città della Russia a oltre 1.500 chilometri dal confine ucraino, elogiando la “precisione” dei soldati impegnati nelle operazioni a lungo raggio.
Nel post, Zelensky sottolinea che i raid non si sarebbero limitati a Perm. «Recentemente si sono registrati risultati importanti anche a Chelyabinsk, a ben 1.800 chilometri di distanza, e a Ekaterinburg, a quasi 2.000 chilometri di distanza», afferma, aggiungendo che effetti delle capacità ucraine sarebbero stati avvertiti anche a Novorossiysk, Krymsk, Tuapse e nelle regioni di Samara e Nizhny Novgorod.
Secondo il leader ucraino, queste operazioni sono una risposta diretta alla prosecuzione della guerra da parte di Mosca. «Abbiamo ripetutamente offerto alla leadership russa la possibilità di muoversi verso la pace. In risposta, abbiamo ricevuto solo nuovi attacchi russi», scrive, spiegando che i bersagli sarebbero collegati al complesso militare-industriale, alle infrastrutture belliche e al finanziamento dell’aggressione.
Zelensky critica poi l’annuncio russo di un cessate il fuoco unilaterale per il 9 maggio, Giorno della vittoria, definendolo un gesto strumentale. «La Russia può fare una scelta e porre fine alla sua guerra. E non per poche ore al fine di ricevere il nostro permesso di tenere una parata a Mosca», conclude, ribadendo: «Abbiamo bisogno di pace».










