Si accende l’asse diplomatico tra Roma e Washington sulla gestione dei flussi energetici globali e sui riflessi del conflitto nell’Est Europa. La Casa Bianca ha replicato direttamente ai dubbi espressi dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che aveva bollato come «una scelta molto rischiosa» l’intesa sulle forniture di diesel russo concordata dal presidente statunitense Donald Trump nel corso di un colloquio telefonico con il capo del Cremlino, Vladimir Putin.
A chiarire la posizione dell’amministrazione americana è intervenuto il portavoce Taylor Rogers: «Il Presidente Trump ha negoziato con successo un altro grande accordo per immettere sul mercato globale enormi quantitativi di diesel e favorire la discesa dei prezzi», ha dichiarato a la Repubblica.
Secondo la presidenza statunitense, l’iniziativa mira a tutelare innanzitutto il tessuto produttivo interno e il potere d’acquisto dei cittadini: «Abbassare i costi per i grandi agricoltori, per gli autotrasportatori e per le famiglie americane rimane una priorità assoluta». Una strategia a cui si affianca la richiesta di interrompere i raid sulle infrastrutture energetiche nel teatro bellico: Rogers ha infatti ribadito che la Casa Bianca «esorta parallelamente entrambe le parti del conflitto tra Russia e Ucraina a fermare gli attacchi contro le raffinerie, azioni che alimentano l’impennata delle tariffe e finiscono per penalizzare direttamente i consumatori».
