Un fronte istituzionale e politico compatto, senza distinzioni di colore o appartenenza, per blindare il futuro produttivo, ambientale e occupazionale del polo siderurgico ionico. È stato formalmente siglato in Regione Puglia un documento strategico unitario che fissa i paletti per la vertenza dell’ex Ilva a Taranto: stabilimento aperto, prosecuzione delle attività industriali e accelerazione decisa sulla decarbonizzazione degli impianti, assumendo integralmente la piattaforma presentata dai sindacati di categoria come obiettivo prioritario e non negoziabile.
Al testo hanno apposto la propria firma tutte le istituzioni territoriali — a partire dal Comune di Taranto con il suo sindaco e dalla Provincia jonica — e l’intero arco delle forze politiche presenti in Consiglio regionale, superando le tradizionali divisioni tra maggioranza e opposizione in nome della difesa economica del territorio.
Al centro del documento congiunto vi è la convergenza sulla linea rivendicata dalle organizzazioni sindacali: garantire la piena operatività e la tenuta occupazionale diretta e dell’indotto, vincolando qualsiasi prospettiva di continuità industriale a un rigoroso cronoprogramma di transizione ecologica e azzeramento dell’impatto ambientale e sanitario sulla città dei due mari. La Puglia si presenta così a Roma con una posizione univoca e trasversale, da far valere sui tavoli ministeriali e nel confronto con il governo centrale.