È scontro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e papa Leone XIV, primo pontefice americano della storia.
Il tycoon ha accusato Prevost di essere «debole sulla criminalità» e «pessimo in politica estera». La tensione tra la Casa Bianca e il Vaticano ha raggiunto il culmine alla vigilia dello storico viaggio apostolico di Leone XIV in Algeria, prima volta di un papa nel Paese nordafricano.
L’affondo di Trump è arrivato tramite il social Truth e dichiarazioni video, scatenato dalle crescenti critiche del pontefice alle operazioni militari statunitensi e israeliane in Iran e Libano.
La presidenza della Conferenza episcopale italiana (Cei) ha espresso «rammarico per le parole rivolte al Santo Padre», rinnovando piena comunione con Leone XIV e sottolineando come il papa non sia una controparte politica, ma il successore di Pietro al servizio della pace.
La reazione di Leone XIV e della Chiesa
A bordo del volo papale verso Algeri, il Santo Padre ha risposto con fermezza ai giornalisti: «Parlo del Vangelo e per questo continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra. Non ho paura dell’amministrazione Trump e non intendo entrare in un dibattito con lui».
La posizione del Vaticano è stata supportata anche dalla Conferenza episcopale statunitense. Monsignor Paul S. Coakley si è detto «affranto» per le espressioni denigratorie del presidente, ribadendo che il papa parla per la cura delle anime e non come rivale politico.
Le accuse di Trump
Nel suo lungo post, Trump ha rivendicato che l’elezione di Leone XIV sarebbe stata una manovra della Chiesa per gestire il suo mandato presidenziale: «Se io non fossi alla Casa Bianca, Leo non sarebbe in Vaticano». Il tycoon ha inoltre criticato il papa anche per le posizioni contrarie all’attacco in Venezuela.
Escalation diplomatica e precedenti
Il conflitto verbale segue mesi di gelo. Recentemente, il cardinale Christophe Pierre, nunzio apostolico negli Stati Uniti, era stato convocato dal Pentagono dopo un discorso del papa sul rispetto del diritto internazionale.
Sebbene in passato ci siano stati attriti tra presidenti e pontefici – come tra Bush e Giovanni Paolo II sull’Iraq o tra lo stesso Trump e Francesco sulla questione dei muri – lo scontro sembra aver raggiunto il punto più basso nelle relazioni diplomatiche tra i due Stati.
Il gesuita James Martin ha definito l’attacco «anticristiano», mentre padre Antonio Spadaro ha evidenziato come la reazione di Trump dimostri quanto la parola del papa incida realmente sugli equilibri di potere globali.










