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Presunta truffa sui rimborsi delle auto: l’inchiesta sul presidente della Regione Calabria, Occhiuto, passa a Roma

È stata trasferita a Roma, per competenza della Procura capitolina, una parte dell'inchiesta aperta a Catanzaro in cui è indagato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Stando a quanto riferisce il Fatto quotidiano, si tratta della parte che riguarda una presunta truffa per i rimborsi da 3.800 euro al mese che Occhiuto avrebbe percepito…
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È stata trasferita a Roma, per competenza della Procura capitolina, una parte dell’inchiesta aperta a Catanzaro in cui è indagato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

Stando a quanto riferisce il Fatto quotidiano, si tratta della parte che riguarda una presunta truffa per i rimborsi da 3.800 euro al mese che Occhiuto avrebbe percepito dalla Regione per l’uso dell’automobile per l’esercizio delle sue funzioni nonostante fruisse già di un’altra auto, sempre pagata dalla Regione.

Il trasferimento degli atti, scrive il Fatto, è dovuto alla circostanza che il presunto reato di truffa si compierebbe nel momento e nel luogo dell’incasso e visto che i bonifici dei rimborsi sono stati incassati nell’agenzia di Roma dove Occhiuto ha il suo conto, la competenza è della Procura della Capitale.

Secondo l’ipotesi dell’accusa, Occhiuto, pur avendo già un’Audi Q6 di una società di leasing per la quale percepiva il rimborso, avrebbe preso un’altra vettura, un’Audi Q4 ottenendo un secondo rimborso dalla Regione.

La vicenda dell’auto rientrava nell’inchiesta della Procura di Catanzaro che vede indagato il presidente della Regione Calabria per corruzione. Oltre a Occhiuto, sono coinvolti anche Paolo Posteraro, ex segretario particolare della sottosegretaria Matilde Siracusano (compagna di Occhiuto), e l’ex amministratore unico delle Ferrovie della Calabria Ernesto Ferraro (rimosso dal suo incarico il 15 luglio scorso).

Le ipotesi di reato riguardano due casi di corruzione (uno risalente ad aprile 2022 e uno a febbraio 2025, a Catanzaro). Le indagini, condotte dalla Guardia di finanza di Catanzaro, riguardano i rapporti di affari tra Occhiuto e Posteraro, in passato soci in cinque diverse società, e gli incarichi avuti da Posteraro nel corso degli anni da parte di pubblici ufficiali con i quali Occhiuto vanta legami.

Il governatore era stato sentito in Procura, su sua richiesta, il 23 luglio scorso e al termine si era detto convinto di avere chiarito tutto e di confidare in una «celere archiviazione».

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