Trieste è generosa e accogliente, ma guai a toccare le tradizioni. Tacciare la città di essere “medievale” significa non averne compreso lo spirito. E invece proprio “medievale” è stato il duro epiteto rivolto alla città da una coppia di turisti italiani capitati per caso “Alla Lanterna”, lo stabilimento balneare in centro.
Il “Pedocìn”, come tutti i triestini chiamano il lido comunale, ha una peculiarità: è l’unico in Europa dove i maschi sono divisi dalle donne da un alto muro.
La coppia si era sistemata nel settore maschile; una bagnante ha fatto loro notare che dovevano separarsi. Un richiamo male accolto: i due hanno ribattuto che il rimprovero arrivava da una donna nel comparto maschi. A nulla è servito spiegare le deroghe che consentono alle madri di maschi disabili – come la signora – di stare nel settore maschile. «Vivete nel Medioevo. La vostra è una città di buzzurri sessisti che divide la spiaggia, questa è una discriminazione», hanno accusato i turisti.
Il diverbio è sfociato in una violenta lite e in un parapiglia, fino all’intervento degli addetti. La coppia è poi andata via e sui social è esplosa la polemica a difesa della triestinità.
