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Tremano i cantieri Il caro materie prime frena i costruttori

«È inconcepibile il dietrofront del Governo», lo afferma il presidente dell'Ance, l’associazione che riunisce i costruttori edili e che fa capo a Confindustria, Gabriele Buia, di fronte alla decisione inaspettata per il mondo edilizio di eliminare dall’ultimo decreto energia la norma che dava alle imprese la possibilità di prorogare o sospendere i lavori per i…
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«È inconcepibile il dietrofront del Governo», lo afferma il presidente dell’Ance, l’associazione che riunisce i costruttori edili e che fa capo a Confindustria, Gabriele Buia, di fronte alla decisione inaspettata per il mondo edilizio di eliminare dall’ultimo decreto energia la norma che dava alle imprese la possibilità di prorogare o sospendere i lavori per i rincari insostenibili delle materie prime.

«Quella norma, che peraltro concedeva solo una tregua senza individuare una soluzione duratura, era l’unico strumento a disposizione delle imprese per non abbandonare del tutto i cantieri, vista l’impossibilità di proseguire i lavori con i costi attuali e la scarsità di materiali» ha aggiunto Buia, che si chiede «come si possa pensare ora di portare a termine le opere in corso e come si potranno iniziare i nuovi lavori già previsti e appaltati.
Così si sta buttando a mare il Pnrr e i suoi progetti, senza nemmeno provare a salvarlo».
«Non si capisce perché gli altri Paesi in Europa hanno affrontato subito con tempestività ed efficacia questa emergenza prezzi, che già da mesi sta crescendo a livello internazionale, emanando norme che consentono erogazioni immediate e da noi sia impossibile», spiega il presidente Ance. «Le imprese stanno ancora aspettando di ricevere i fondi stanziati per il primo semestre 2021, quando i costi delle materie prime erano la metà di quelli di adesso».
Secondo il Presidente dei costruttori occorre agire subito con la stessa efficacia con la quale si è intervenuti sul caro energia. «Ci vogliono risorse importanti che vanno stanziate subito e tempi più lunghi per la realizzazione delle opere, altrimenti salta tutto.
Non siamo noi che lo diciamo è la realtà delle cose». Un allarme, quello dei costruttori che da settimane sta preoccupando soprattutto quelle imprese che avevano fatto i conti su prezzi oggi completamente diversi. Anche per quanto riguarda gli appalti, assegnati secondo un quadro economico che oggi, dicono gli imprenditori, «non è più sostenibile».

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