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Torino, scontri per lo sgombero di Askatasuna: 16 custodie in carcere per militanti antagonisti

Operazione della Digos con perquisizioni in Piemonte, Lombardia e Toscana. Contestato anche il tentato omicidio per l’assalto ai poliziotti

Torino, scontri per lo sgombero di Askatasuna: 16 custodie in carcere per militanti antagonisti
(Foto Ansa)

La Digos della questura di Torino, guidata dalla dirigente Rita Fabretti, ha eseguito nelle prime ore della mattinata una vasta operazione che ha portato all’emissione di numerose misure cautelari nei confronti di militanti antagonisti ritenuti responsabili dei gravi disordini registrati il 31 gennaio del 2026 nel capoluogo piemontese. I disordini erano scoppiati in occasione della manifestazione nazionale organizzata per protestare contro lo sgombero dello storico centro sociale Askatasuna, situato in corso Regina Margherita al civico 47 e liberato dalle forze dell’ordine dopo circa 30 anni di occupazione abusiva. L’ordinanza cautelare, firmata dal giudice per le indagini preliminari su coordinamento della procura della Repubblica, dispone complessivamente sedici custodie cautelari in carcere, oltre ad arresti domiciliari, divieti di dimora e obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, con perquisizioni attualmente in corso tra il Piemonte, la Lombardia e la Toscana.

Le accuse mosse a vario titolo agli indagati comprendono reati gravissimi tra cui il tentato omicidio, il danneggiamento aggravato e le lesioni personali aggravate. Nel mirino degli inquirenti sono finiti i responsabili degli episodi di guerriglia urbana registrati durante il corteo, quando gruppi di manifestanti con il volto coperto avevano devastato le strade del centro lanciando pietre, bottiglie, razzi, bengala e grossi ordigni artigianali contro gli schieramenti delle forze dell’ordine, arrivando ad allestire barricate con i cassonetti dati alle fiamme.

Tra gli episodi più efferati ricostruiti dagli investigatori figurano l’assalto a un mezzo del reparto mobile, incendiato mentre un operatore si trovava bloccato a bordo, e il brutale agguato contro un altro agente, letteralmente accerchiato, privato del casco e dello scudo di protezione e colpito ripetutamente con calci e colpi di martello. Negli scontri complessivamente 103 appartenenti alle forze di polizia avevano riportato ferite e lesioni giudicate guaribili con prognosi fino a cento giorni. L’operazione odierna rappresenta un ulteriore sviluppo investigativo dopo che già nello scorso ottobre la magistratura torinese aveva eseguito quattordici perquisizioni in varie province italiane e notificato diciannove avvisi di interrogatorio preventivo, confermando la linea di fermezza contro gli episodi di violenza sistematica registrati attorno alla galassia dell’autonomia antagonista.