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Torino, scontri al corteo per Askatasuna: guerriglia urbana e almeno 18 feriti

Gravi disordini si sono verificati a Torino durante il corteo di solidarietà al centro sociale Askatasuna, sgomberato lo scorso 18 dicembre. La manifestazione, alla quale hanno partecipato migliaia di persone, è degenerata quando alcune frange di antagonisti, autonomi e anarchici a volto coperto si sono staccate dal percorso autorizzato dando vita a violenti scontri con…
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Gravi disordini si sono verificati a Torino durante il corteo di solidarietà al centro sociale Askatasuna, sgomberato lo scorso 18 dicembre. La manifestazione, alla quale hanno partecipato migliaia di persone, è degenerata quando alcune frange di antagonisti, autonomi e anarchici a volto coperto si sono staccate dal percorso autorizzato dando vita a violenti scontri con le forze dell’ordine.

I momenti più critici si sono concentrati in corso Regina Margherita e nelle zone limitrofe, fino al Campus Einaudi e lungo il fiume Dora. I manifestanti hanno lanciato bombe carta, petardi, fumogeni e fuochi d’artificio contro polizia e carabinieri, che hanno risposto con lacrimogeni e idranti. Durante gli scontri sono stati incendiati cassonetti, legna e bancali, mentre sedie e tavoli dei bar chiusi sono stati utilizzati per creare barricate. Un blindato della polizia è stato dato alle fiamme.

Il bilancio parla di almeno 18 feriti complessivi: sei manifestanti trasportati in ospedale in condizioni non gravi e almeno undici appartenenti alle forze dell’ordine feriti. Particolarmente grave l’aggressione a un agente rimasto isolato, colpito con calci, pugni e un martello, che avrebbe riportato fratture. Alcuni giornalisti sono stati aggrediti mentre documentavano gli scontri. Sono stati effettuati anche fermi di polizia.

Il passaggio del corteo ha lasciato dietro di sé serrande abbassate, vetrine imbrattate e scritte contro banche e istituzioni, tra cui slogan come “Stop al genocidio di Gaza” e “Usura!”. La maggior parte dei partecipanti si è dispersa al termine del percorso stabilito, mentre poche centinaia di attivisti hanno proseguito le azioni violente indossando caschi e maschere antigas.

Durissime le reazioni istituzionali

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di «guerriglia urbana» e di «nemici dello Stato», ribadendo che «difendere la legalità non è una provocazione, ma un dovere» e assicurando piena solidarietà alle forze dell’ordine e ai cittadini danneggiati. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito l’aggressione al poliziotto «vigliacca e infame», annunciando nuove e più dure norme sulla sicurezza per contrastare il movimento antagonista definito «eversivo».

Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso solidarietà agli agenti feriti, telefonando al ministro dell’Interno. Il sindaco di Torino ha condannato senza ambiguità le violenze e annunciato che il Comune si costituirà parte civile nei procedimenti giudiziari, così come la Regione Piemonte, il cui presidente Alberto Cirio ha parlato di «clima di terrore» e di danni gravi alla città.

Il governo e i vertici istituzionali hanno ribadito che non ci sarà arretramento dello Stato di fronte alla violenza e che gli episodi di Torino rappresentano un attacco diretto all’ordine pubblico e alla convivenza civile.

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