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Alta tensione a Tirana, violenti scontri tra polizia e manifestanti: oltre 50 agenti feriti

Una mobilitazione studentesca trasformata in sommossa. Il premier Rama accusa l’opposizione di Berisha: «Vogliono portare il Paese a ferro e fuoco»

Alta tensione a Tirana, violenti scontri tra polizia e manifestanti: oltre 50 agenti feriti
(Foto Ansa)

Si intensifica la spirale di violenza a Tirana, teatro di durissimi scontri tra le forze dell’ordine e gruppi di manifestanti incappucciati. I disordini hanno causato il ferimento di almeno 51 agenti e portato all’arresto di oltre 60 persone. I protestanti hanno devastato il centro cittadino, assaltando tre ministeri, la sede del Parlamento e la Corte costituzionale, dando alle fiamme negozi, veicoli e filiali bancarie prima di essere respinti nel tentativo di irruzione al Palazzo del Governo.

Nata originariamente come mobilitazione studentesca nell’ambito della cosiddetta «rivoluzione dei fenicotteri» – la protesta contro un progetto turistico di lusso nel sud dell’Albania legato a Jared Kushner -, la contestazione si è trasformata in una sommossa politica. Il premier socialista Edi Rama ha respinto la matrice studentesca dei disordini, accusando l’opposizione di centrodestra guidata da Sali Berisha: «Non sono gli studenti. Queste sono le mani di un’opposizione che a ferro e fuoco vuole fare tornare indietro il Paese: chi è stato coinvolto in questo disastro ne risponderà». Di fronte all’ondata di devastazioni, le autorità hanno annullato la seduta parlamentare prevista nella capitale.