Arriva la terza ondata di caldo torrido sull’Europa e sull’Italia a causa di una nuova espansione dell’anticiclone subtropicale africano: già ieri le temperature sono state ben oltre le medie stagionali con punte superiori ai 40 gradi soprattutto al Centro-Sud e nelle Isole maggiori. Ma secondo gli esperti, la fase più intensa dell’ondata di calore nel nostro Paese è attesa tra domani e mercoledì, quando masse d’aria molto calda provenienti dal Sahara interesseranno gran parte della Penisola. Le temperature potranno raggiungere i 38-39 gradi in diverse aree interne di Lazio e Toscana, mentre in Sardegna i valori massimi potrebbero superare i 42 gradi.
«Stiamo vivendo una stagione caratterizzata da eventi estremi e persistenti», osserva Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it. L’alta pressione garantirà condizioni di tempo stabile e soleggiato su gran parte del Paese per buona parte della prossima settimana. Il caldo interesserà anche le regioni settentrionali e l’arco alpino, dove il rialzo delle temperature favorirà un ulteriore aumento dello zero termico e l’accelerazione della fusione dei ghiacciai.
La tregua
Una possibile svolta potrebbe arrivare intorno al 18 luglio, quando un fronte instabile in discesa dal Nord Europa potrebbe raggiungere le regioni settentrionali, determinando un calo delle temperature e l’arrivo di temporali. Gli esperti segnalano tuttavia il rischio di fenomeni intensi, comprese grandinate, a causa del forte accumulo di calore nei bassi strati dell’atmosfera.
Il rischio malori
Per il professor Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano, la nuova ondata di caldo causerà da oggi un forte accesso ai pronto soccorso, «perché arriva – spiega – su una popolazione che ha già subito due episodi di caldo intenso nelle settimane scorse e gli effetti sono cumulativi». E intanto il caldo estremo mostra già gravi effetti anche sull’ambiente: l’acqua della laguna a 32 gradi sta infatti uccidendo i molluschi del Delta del Po: nella Sacca di Goro (Ferrara) è scomparso fino al 90% delle vongole, mentre a Scardovari, sul versante rodigino, si registra una moria improvvisa di mille quintali di cozze Dop. L’aumento della temperatura dell’acqua riduce infatti la concentrazione di ossigeno e favorisce la proliferazione di alghe, con una fioritura che non si registrava con questa intensità da 10-15 anni e che gli operatori sono costretti a rimuovere per continuare a lavorare. Il caldo estremo aggrava poi una situazione già compromessa dall’invasione del granchio blu, da cui il comparto delle vongole stava ancora cercando di riprendersi. Secondo Confcooperative i cambiamenti climatici causano alla pesca professionale italiana danni diretti per circa 200 milioni di euro l’anno.
Ma l’allerta caldo non riguarda solo l’Italia: l’ondata di calore ha costretto anche gli organizzatori del Tour de France a ridurre di trenta chilometri il percorso della nona tappa. da Malemort a Ussel: il tracciato è stato portato a 155 chilometri contro i 185 previsti. Non solo: il sindacato dei corridori – Cpa Ciclisti Professionisti Associati – chiede che gli orari di partenza delle gare estive cambino per proteggere la salute degli atleti.
