La Lega «così non va» e prima di Pontida va trovata una soluzione. La «ribellione» del Nord va avanti a piccoli passi. Dal palco della Versiliana, in forma ridotta a causa della pioggia, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il capogruppo del Carroccio in Senato Massimiliano Romeo, segretario della Lega lombarda, lanciano altri affondi contro il segretario Matteo Salvini, ma lasciano aperto uno spiraglio di discussione.
Con Salvini il dialogo c’è, garantisce Fontana, ma deve essere orientato a trovare «un nuovo assetto» per rilanciare il partito. L’idea è sempre quella di una leadership allargata, magari ai governatori o ai sindaci. Romeo fa il nome più gettonato: «Bisogna coinvolgere Luca Zaia. E nessuno ha detto che Salvini non debba far parte della squadra, ma che squadra sia».
Momenti di tensione
Alla Versiliana – dove una settimana fa era arrivato anche il segretario del Carroccio accolto da uno striscione che chiedeva il suo ritorno al Viminale – non sono mancati momenti di tensione, con una piccola contestazione di una manciata di militanti: «Salvini non si tocca». Pronta la replica di Romeo: «Poi siamo noi quelli che vogliono spaccare la Lega…». E tra il pubblico c’è chi ha avvistato anche il fratello di Francesca Verdini, fidanzata di Salvini, intento a fare foto ai contestatori.
Il punto, commenta Romeo, è anche politico. Perché la Lega di oggi è «sempre più schiacciata a destra», area che però, osserva, è già presidiata da Giorgia Meloni e da «un personaggio nuovo», ossia Roberto Vannacci. Così non si trova spazio e «rischiamo di diventare la brutta copia». Entrambi ritornano su quel malessere che c’è nella base: «Sono due anni che spegniamo incendi – punge il capo dei senatori -. E non sapete che fatica abbiamo fatto per organizzare la scorsa manifestazione a Milano e anche Pontida».
Un mese al raduno
Manca un mese esatto al raduno sul «sacro suolo» e i segnali non sono incoraggianti. Sul pratone è comparso uno striscione – «Una Lega rinnovata o una Pontida di rivolta» -, mentre oggi, al consueto appuntamento agostano a Pinzolo di Matteo Salvini, sul palco non ci sarà il presidente della provincia autonomia di Trento Maurizio Fugatti. Da qui la mano tesa dei due «frondisti», che invitano Salvini a trovarsi e confrontarsi. Perché «quando un amico sta andando a sbattere contro un muro – argomenta Romeo -, se sei suo amico gli dici di correggere il tiro». I fedelissimi di Salvini, intanto, continuano a ripetere che questa rivolta «è solo per una questione di liste».
Al punto risponde Fontana piccato. Perché lui, assicura, non ha ambizioni di incarichi di partito (il motivo per cui, secondo i più maliziosi, sarebbe stato «mandato avanti» è che è al termine della seconda legislatura e non si può ricandidare a guida della Regione) e spera «di continuare a svolgere per altri due anni» il suo lavoro. Per il governatore, invece, è fondamentale rappresentare «le difficoltà» che vive il partito in questo momento, con «sondaggi impietosi. Io – ribadisce – voglio solo che la Lega arrivi forte alle elezioni». Oltre a una segreteria allargata, Fontana e Romeo rilanciano il partito confederato, come la Cdu-Csu tedesca. Una proposta «a cui Salvini ha detto no» ma che è «ancora valida».
